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Roma, 23 feb – “Prima li mandiamo a casa, meglio è: questi sono pericolosi”: Matteo Salvini, in visita agli hangar del Carnevale di Viareggio, con contorno di polemiche, non usa mezzi termini per bollare l’attuale governo e soprattutto il suo principale azionista, se non nei numeri, nella sostanza. Ovvero il Pd che proprio oggi, in un giorno che sa di emergenza sanitaria nazionale parla dei decreti sicurezza.

Salvini attacca il governo sul coronavirus

“La loro priorità? Abolire i decreti sicurezza in una giornata complicata e segnata dalle notizie relative al Coronavirus – ha spiegato durante un comizio tenuto in occasione dell’inaugurazione di una nuova sede della Lega a Torre del Lago – prima li mandiamo a casa, meglio è: sono pericolosi”.

Bordate anche verso il governo, che per Salvini ha sottovalutato il problema “Qualcuno diceva che era tutto sotto controllo – ha ricordato – noi è da gennaio che chiediamo controlli e quarantena e per questo ci hanno chiamati razzisiti e allarmiti. Oggi ci rendiamo conto che il contagio rischia di arrivare a 100 persone nelle prossime ore: chiunque arrivi da luoghi a rischio non deve circolare in mezzo alle strade”. Parole che arrivano dalla terra del governatore Rossi che ha bollato come fascioleghisti chi sosteneva la necessità di controlli più stringenti. “Chi voleva i controlli – ha ricordato – è un fascioleghista, ce la metteremo tutta per liberare la Toscana che non merita di essere governata da questa gente”.

La visita al carnevale

Ma la visita viareggina di Salvini era cominciata dalla Cittadella del Carnevale, dove vengono creati i carri, alcuni dei quali lo raffigurano. Una visita che ha generato come al solito polemiche e con almeno la metà dei carristi che si è rifiutata di aprire il proprio hangar per far vedere da vicino le maestose opere in cartapesta. Nei pressi, poche decine di estremisti di sinistra, novelli partigiani, molti dei quali vestiti da pagliacci di carnevale, che hanno dato vita a un presidio mentre una folla numerosa di simpatizzanti ha letteralmente accerchiato il leader della Lega. “Se mi invitano vengo – ha spiegato Salvini che portava sulle spalle la sua piccola figlia – oltretutto mia figlia ci teneva molto a vedere i carri. Ma sono qui alla faccia di gente che è rimasta ai tempi del Muro di Berlino e dell’Urss”. Bordate, infine, per Carola Rackete. “Una cosa è salvare vite umane, un’altra alimentare il business dell’immigrazione e chi sperona navi – ha aggiunto – deve andare in galera. Invece mi toccherà andare in tribunale a Catania nei prossimi mesi per rispondere del fatto che ho adempiuto al mio dovere di difendere i confini della Patria, come prevede l’articolo 52 della Costituzione. Che volete, è un Paese strano, il nostro”.

Fabrizio Vincenti

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