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Roma, 24 feb – Non si placano le polemiche sulla gestione dell’emergenza Coronavirus. Il leader della Lega Matteo Salvini ha attaccato frontalmente il governo, accusandolo di aver sottovalutato il problema. Di qui la richiesta di dimissioni dell’esecutivo giallofucsia. E se già Conte ha fatto sapere che non se parla di scollarsi dalla poltrona, il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha rincarato la dose. Secondo l’esponente del Pd, infatti, Salvini si starebbe comportando nientemeno che come un «untore».

«Salvini è un untore»

Boccia ha rilasciato questa dichiarazione choc in un’intervista alla Stampa: «Le parole di Salvini – ha affermato – sono profondamente diverse da quelle della Meloni e di Berlusconi e danno la misura del suo scarso senso dello Stato. Ma questa non è una novità. Poi, che fosse anche un “untore” gli italiani lo stanno scoprendo in queste ore. Quando è in ballo la salute si deve stare tutti dalla stessa parte». Sì, giusto. Peccato solo che, quando è sorto il problema, il Partito democratico non abbia fatto altro che minimizzare il pericolo e accusare di razzismo (o «fascio-leghismo») chiunque proponesse misure drastiche di contenimento del contagio.

Boccia attacca anche Burioni

Ma Boccia, poco propenso a fare autocritica, non risparmia stoccate nemmeno a Burioni e agli altri esperti che hanno bacchettato il governo Pd-M5S per come hanno gestito la crisi: «Accetto dagli scienziati critiche costruttive – ha detto il ministro – vorrei che dessero un contributo al lavoro straordinario che stanno facendo operatori sanitari. Diano una mano alla comunità scientifica che lavora insieme al governo 24 ore al giorno per definire le indicazioni da seguire. Di tutto hanno bisogno gli italiani tranne che di censori del giorno dopo». E ancora: «Ci dicano dove possiamo migliorare. Ma salire sul piedistallo in un momento come questo è un esercizio poco edificante che dovrebbe procurare un minimo di sana vergogna. Il lavoro da “untore” lo fa già Salvini».

Elena Sempione

3 Commenti

  1. Articolo che andrebbe ripubblicato proprio in queste ore, dopo l’ultima “seria” pagliacciata fatta da Boccia ieri, assecondato dalla complicità di Borrelli. Qui in Trentino ‘bocia’ si appella colui che deve ancora crescere, colui che non ha capito ancora fino in fondo cosa significhi Rispetto e di certo qualcuno che non si merita di essere a capo di un Ministero. #Boccianonmirappresenti.

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