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ue-immigrazioneRoma, 19 ott – Sei un paese in prima linea a fronteggiare la crisi migratoria (rectius: l’invasione)? Dall’anno prossimo l’Ue ti premierà. Provi a contrastare la disoccupazione figlia dell’austerità? Nulla da fare, niente bonus. Se si volesse descrivere la lucida schizofrenia dell’Unione europea, probabilmente basterebbe questo esempio per evidenziarne la perniciosità.

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La notizia, riportata in anteprima dall’agenzia Agi, arriva direttamente dal Consiglio Europeo, che si terrà giovedì e venerdì. Tra i punti all’ordine del giorno si parlerà, fra le altre cose, di “contributi significativi, anche di natura finanziaria, fatti dagli stati in prima linea” sul fronte degli sbarchi dei richiedenti asilo. Un premio, insomma, per quelle nazioni – Italia e Grecia in primis – le cui coste sono subissate di arrivi e che devono sorbirsi il carico maggiore di spese per la gestione dei clandestini, essendo tramontata l’ipotesi di redistribuzione degli stessi fra gli altri membri dell’Ue. Un’indicazione in tal senso arriva dalle discussioni in corso da tempo in merito alla finanziaria 2017. Fra i numeri della contabilità nazionale, il governo Renzi ha chiesto più volte che dal deficit venissero scomputate le somme impiegate per mantenere l’accoglienza agli standard attuali. Un business, in verità, non imposto dall’Ue ma sul quale Alfano e gli altri ministri si sono gettati a piene mani. Chiedendo ora a Bruxelles che le centinaia di milioni stanziati non vengano considerati ai fini dei calcoli-mantra per la Commissione.

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In tempi di ristrettezze di bilancio e di esecutivi proni alle disposizioni comunitarie, spazi di manovra come questi sono essenziali per far quadrare i conti. Sorprende, però, che tale attivismo non sia presente su altri fronti, come ad esempio quello della disoccupazione. Assodato che il Jobs Act non è servito praticamente a niente mentre hanno fatto molto di più (quasi tutto) gli sgravi contributivi, perchè da Palazzo Chigi non arriva la richiesta di poter sforare di quei miliardi necessari al fine di garantire la loro prosecuzione, avendo l’esperienza insegnato che la riduzione del cuneo fiscale fa molto di più in termini di creazione di lavoro rispetto ad ancillari – ed inutili – modifiche alla contrattualistica?Perché, molto probabilmente, la risposta dell’Ue sarebbe scontata.

Nicola Mattei

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1 commento

  1. a pensarci è corretto.Nessuno ci ha chiesto di andare A VISTA con le nostri militari (lunghe 150 metri,perfettamente visibili a 20 km dalla costa al limite delle acque territoriali libiche) e di mandare lancie una volta che i gommonauti -avvistata la nave militare- partono.
    La cosa più puerile ed infantile sono quelli che blaterano di “ahhh la legge del mare” confondendo un SOS al quale dovrebbe rispondere la Marineria piu vicina ossia quella TUNISINA…con un vero e proprio servizio di traghettamento.Ed un’altra volta parleremo -ignorando la legge di Bandiera- di navi militari Britanniche ove gli aspiranti profughi potrebbero chiedere direttamente asilo alla GB e non lo fanno (o gli viene impedito di farlo ?) e che -guarda caso,ma và..- vengono sbarcati in Italia.

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