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Roma, 13 apr – Troppi errori e malcontento incontenibile in Lega e Forza Italia: Mario Draghi potrebbe convincere Roberto Speranza a lasciare la poltrona di ministro della Salute, in cambio di un incarico prestigioso. Il premier non può cacciare il ministro ma il problema di sostituire il ministro più importante in tempo di pandemia è ormai urgente. A distanza di oltre un anno, siamo ancora chiusi, non si sa quando riapriremo e il piano vaccini procede a rilento.

Tutti gli errori di Speranza. Il piano di Draghi per sostituirlo

Tutti gli occhi puntati dunque sono puntati su Speranza, il quale non fa che ribadire che non si può ancora riaprire. Il Paese è allo stremo, il centrodestra chiede un cambio di passo, i ristoratori e tutti gli altri lavoratori che scendono in piazza contro le chiusure ritengono giustamente Speranza uno dei principali responsabili della drammatica crisi in corso. Ecco perché Draghi sta cercando il modo di convincerlo a lasciare.

A ben vedere, il premier si è liberato dei nomi associati alla fallimentare gestione della pandemia del governo Conte bis. Da Arcuri al capo della Protezione civile, ha sostituito tempestivamente quasi tutti. Ma Speranza sta ancora là, inspiegabilmente. O forse perché in quota LeU, nella pedissequa applicazione del manuale Cencelli nella spartizione delle poltrone. Se così fosse, un incarico così delicato in tempi di pandemia non può restare a un ministro di conclamata incapacità. Su tutti i fronti della gestione dell’emergenza sanitaria. Per non parlare di possibili implicazioni giudiziarie – con l’inchiesta a Bergamo -, che potrebbero abbattersi sul ministro e sull’esecutivo da un momento all’altro.

Per l’esponente di LeU un incarico di prestigio in Europa o nell’Oms

Almeno secondo quanto riferito dal Messaggero, il premier dunque sta cercando un incarico per Speranza in Europa o nell’Organizzazione mondiale della sanità abbastanza di prestigio da convincere l’esponente di LeU a mollare la poltrona. Anche perché è a rischio la tenuta della maggioranza, e questo il premier lo sa bene. Sono sotto gli occhi di tutti i danni fatti. Un mese di ritardo per allungare i tempi della somministrazione della seconda dose del vaccino, le chiusure a oltranza, il non voler sentire di riaprire. Per non parlare dell’inqualificabile libro Perché guariremo scritto in piena pandemia e poi giustamente ritirato. Ancora, lo scontro continuo con i presidenti di Regione, quasi tutti di centrodestra. Senza dimenticare il mancato aggiornamento del piano pandemico e le inchieste sulle mascherine e sui ventilatori polmonari.

L’inchiesta di Bergamo che fa traballare la poltrona di Speranza

Infine, l’inchiesta sul rapporto dell’Oms misteriosamente scomparso. Il direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra avrebbe incontrato Goffredo Zaccardi, capo di gabinetto del ministro Speranza. “Dice di vedere se riusciamo a farlo cadere nel nulla. Se entro lunedì nessuno ne parla vuole farlo morire. Altrimenti lo riprendiamo insieme”. E’ quanto avrebbe detto Zaccardi a Guerra.

Tanto basta per chiedere le dimissioni del ministro. Ma forse Draghi riuscirà ad evitare questa tegola.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. E no davvero! Rammento bene quando nelle mega aziende si toglieva dalle palle un indesiderato promuovendolo di grado affinché, incapace di reggere, si spaccasse le corna da solo! Ma qui paghiamo sempre noi…

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