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Milano, 14 nov – Nuovo terremoto giudiziario in Lombardia. Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano, con i colleghi di Busto Arsizio, ha arrestato l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, l’amministratore delegato dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni, entrambi ai domiciliari, e il direttore generale di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale, condotto in carcere. Gli arresti rientrano in un filone dell’indagine “Mensa dei Poveri“. L’ordinanza è stata firmata dal gip Raffaella Mascarino e chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri. I capi di accusa, a vario titolo, sono di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Le dichiarazioni di Caianiello confermano le accuse

L’operazione rientra quindi nella maxi indagine che il 7 maggio portò a 43 misure cautelari eseguite, tra gli altri, nei confronti dell’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, del consigliere lombardo di FI Fabio Altitonante e dell’allora candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella. Sono state proprio le dichiarazioni ai pm di Caianiello a confermare le accuse già emerse dai primi resoconti di imprenditori e indagati in Procura dopo il blitz.

Comi accusata anche di truffa al Parlamento europeo

Nello specifico, la Comi risponde di tre vicende. La prima riguarda due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società, la Premium Consulting Srl, con sede a Pietra Ligure (Savona), da parte di Afol e, in particolare, dal dg Zingale, “dietro promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi Caianiello e Zingale”. Circostanza messa a verbale da Maria Teresa Bergamaschi, avvocato e stretta collaboratrice dell’ex eurodeputata in un interrogatorio del 14 maggio: “Il 15 dicembre 2018 mi arrivò un messaggio di Lara Comi (…) mi scriveva ‘Zingale vorrà un regalo di Natale'”. E aggiunse: “Mi parlò della necessità di pagare in vista dell’estensione dell’incarico una cifra di 10 mila euro a Zingale”. L’esponente di FI è accusata anche di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31 mila euro dall’industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. Il versamento sarebbe stato effettuato in vista delle ultime elezioni europee e per una consulenza basata su una tesi di laurea scaricabile dal web dal titolo “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè”. Nel terzo episodio – l’accusa in questo caso è di truffa aggravata al Parlamento europeo – è coinvolto anche il giornalista Andrea Aliverti, che collaborava con Comi come addetto stampa, con compenso di mille euro al mese, rimborsati dall’Europarlamento. Interrogato dai pm ha dichiarato di avere ricevuto un aumento a tremila euro, con l’obbligo di restituirne duemila a FI per pagare le spese della sede che la Comi non pagava.

Infine l’imprenditore Pietro Tonetti ha parlato di Orrigoni, ex candidato sindaco di Varese, a quanto pare molto vicino alla Lega e al numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti. Ha raccontato che, d’intesa con lui, Orrigoni avrebbe versato l’anticipo di 50 mila euro della presunta tangente, mascherata sotto forma di incarico a uno studio di ingegneristica, per ottenere la variante di destinazione d’uso di un terreno a Gallarate su cui aprire un nuovo punto vendita Tigros.

Ludovica Colli

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