governo-totalRoma, 8 apr – Dalle intercettazioni in possesso della procura di Potenza continuano ad emergere fitte e inquietanti reti di contatto tra la francese Total e il governo Renzi.
In una conversazione con il compagno dell’ex ministro Guidi, Gianluca Gemelli, il dirigente del colosso petrolifero transalpino, Giuseppe Cobianchi, spiega che al pari di altre lobby l’azienda era impegnata su tutti i fronti per influenzare le decisioni politiche dell’attuale esecutivo. “So che anche a livello centrale con i ministeri, insomma, i colleghi di Roma hanno contatti continui, frequenti, mi auguro che quello che viene dichiarato a livello governativo poi possa trovare applicazione”.

Emergono contatti con i ministeri, ed è sempre lo stesso Cobianchi a fare il nome di un altro dirigente, Roberto Pasolini, che è l’incaricato della Total “che comunque tiene i rapporti a Roma, anche con i ministeri, eccetera“. La questione, nel caso specifico, ruotava tutto attorno all’emendamento da riproporre, con il placet del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, nella legge di Stabilità, per sbloccare la situazione su Taranto, portando il petrolio dal giacimento di Tempa Rossa in Basilicata fino alla città sullo Ionio. tempa rossa-total


A inizio di questa settimana è arrivata anche una pesante sentenza di condanna, sempre da parte della procura di Potenza, per nove persone tra le quali troviamo i più alti dirigenti della Total. Per corruzione e turbativa d’asta i giudici hanno condannato l’ex amministratore delegato Lionel Lehva (tre anni e mezzo di reclusione), i manager Roberto Pasi e Roberto Francini, nonchè l’ex sindaco di Gorgoglione (sette anni). Peccato che l’inchiesta giudiziaria sia partita nel 2008 ed essendo giunti solo adesso alla sentenza di primo grado, si rischia la prescrizione già dal mese di giugno. La solita lungaggine della giustizia italiana salverà, almeno in questo caso, la Total e i suoi alti funzionari.

Apparentemente questa indagine della procura di Potenza e l’altra che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi non hanno correlazione, ma quel che emerge sono le prove della presenza di una fitta rete di contatti atta a perpetrare corruzione all’interno del mondo politico, locale e nazionale. Total e Shell sono state avvantaggiate da un emendamento alla legge di Stabilità, e questo governo si conferma sempre più votato all’anti-italianità.

Giuseppe Maneggio

 

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