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Roma, 7 feb – Come giustificare ai propri elettori un governo con la Lega? Nonostante le smentite di facciata, è la domanda che in queste ore assilla il Pd. Oggi così il segretario dem, Nicola Zingaretti, prova a girarla così: “Non c’è dubbio che è una novità: Salvini ha dato ragione al Pd, non ci siamo scostati noi. Tutti possono riconoscere che l’idea di risolvere i problemi distruggendo l’Europa era fallimentare. Si apre una fase nuova, non c’è dubbio: vedremo le coerenze”, dice Zingaretti a Mezz’ora in più su Rai3.

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La mossa della Lega e l’imbarazzo di Zingaretti

E’ senz’altro vero che sia più sorprendete, agli occhi di molti, il cambio di linea da parte della Lega. Dall’euroscetticismo all’europeismo, dal “no al governo col Pd” al governo di unità nazionale, dal gridare alle elezioni al tentativo di restare a galla evitandole. Eppure la mossa leghista, al netto di una sostanziale incoerenza di fondo, sta mettendo in serio imbarazzo la sinistra. Da LeU al Pd, passando per i vecchi alleati di governo pentastellati, la difficoltà ad accettare a cuor leggero un esecutivo insieme ai “nemici sovranisti” è palpabile. Dunque Zingaretti prova a prospettare un quadro meno drammatico per i sostenitori del Pd. “Ho visto scricchiolare il progetto politico per cui il nuovo era un attacco alle democrazie occidentali e la morte dell’Europa”, dice il segretario dem.

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“Quello di Draghi è un profilo che si è messo al servizio di una possibile rinascita italiana. Gli chiederemo di produrre fatti concreti. Siamo per creare lavoro, è una priorità assoluta. Poi una riforma fiscale all’insegna della progressività, della giustizia, della sburocratizzazione, senza la furbizia dei condoni”. Punti programmatici, se così vogliamo chiamare con una certa dose di generosità il solito fumosissimo linguaggio del presidente della Regione Lazio, che a ben vedere non collimano con quelli della Lega.

Le difficoltà di Draghi

Ed è proprio questa la difficoltà principale che avrà di fronte Draghi: sintetizzare idee e programmi antitetici, per evitare di ritrovarsi bersagliato a ogni piè sospinto dai partiti che oggi si dicono pronti a sostenerlo senza porre condizioni. Certo, il premier incaricato potrebbe pure evitare di imbarcare tutti e procedere soltanto con una pattuglia di tecnici da lui individuati. Ma sa benissimo che senza fornire un minimo di garanzie alle forze che lo sosterranno, rischia di impantanarsi in Parlamento.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Hanno capito che questo governo se vuole risolvere i problemi attuerà per forza azioni di destra, con il sugello di Salvini, però stavolta non potranno dire che Draghi è fascista e razzista e crolleranno tutti i loro film che li ha tenuti attaccati alla poltrona indebitamente, e perderanno ulteriori elettori..

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