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Roma, 7 feb – L’Angola è un importante produttore di petrolio, ma questo ha creato non pochi problemi visto che la sua economia è influenzata dalle oscillazioni del prezzo dell’oro nero su cui, per ovvi motivi, non ha controllo. Da qui la necessità di dover diversificare le proprie fonti di reddito. Puntando fra le altre cose sui diamanti, di cui l’Angola è ricca.

La nazione africana dispone di importanti depositi di queste pietre preziose. Il governo vuole a tutti i costi trarre beneficio da questa situazione, promuovendo investimenti che ne garantiscano l’estrazione e soprattutto la lavorazione. Al momento solo il 40% dei depositi di diamanti dell’Angola è stato esplorato. Le potenzialità del settore sono quindi immense, anche se fino ad ora sono stati pochi gli investitori che si sono fatti avanti. Per tale motivo le autorità angolane hanno chiesto aiuto a diverse società straniere. Fra esse alcune compagnie indiane.

Un aiuto dall’India per i diamanti dell’Angola

Al momento la produzione di diamanti in Angola è di 9 milioni di carati all’anno, ma secondo i piani dell’esecutivo dovrebbe crescere fino a 15 milioni di carati entro il 2022. Da qui la necessità di investire non solo nell’estrazione ma anche nel taglio e nella pulitura. Obiettivo realizzare in loco ciò che oggi viene fatto all’estero, così da massimizzare gli effetti benefici in termini di valore aggiunto creato.
Al fine di migliorare le relazioni commerciali, le autorità angolane assieme al Gems and Jewellery Export Promotion Council of India (Gjepc) hanno organizzato l’India Global Connect. In particolare l’Angola è interessata a vendere i suoi diamanti tramite le zone economiche speciali in India. Vuole poi creare rapporti commerciali tra il Gjepc e Sodiam, la società statale che si occupa di commercializzare quello che, a buon diritto, può essere considerato il “nuovo petrolio” della nazione africana.
Giuseppe De Santis

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