Londra, 10 set — Il Consiglio di Accessione ha proclamato formalmente Carlo III Re d’Inghilterra. L’investitura è stata ufficialmente sottoscritta dal premier Liz Truss, dal principe William, dalla Regina consorte e dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby a seguito della dichiarazione letta dalla Lord President del Privy Council, Penny Mordaunt.

«Miei Lord, è mio triste dovere informarvi che la sua graziosa maestà la Regina Elisabetta II è deceduta l’8 settembre 2022 al Castello di Balmoral», ha dichiarato Mordaunt, annunciando che il giorno del funerale sarà festivo in tutto il Regno Unito. Per la prima volta nel Regno d’Inghilterra la proclamazione del re è stata trasmessa in diretta televisiva. il principe Carlo Filippo Arturo Giorgio è stato proclamato Re Carlo III «per grazia di Dio», sovrano del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, capo del Commonwealth e difensore della fede.

Le parole di Carlo

«Seguirò l’esempio di mia madre nel sostenere il governo costituzionale e nel ricercare la pace, l’armonia e la prosperità per i popoli di queste isole e del Commonwealth» ha dichiarato Carlo III nel suo discorso d’investitura. «So che sarò sostenuto dall’affetto e la lealtà dei popoli di cui sono stato chiamato a essere sovrano e che, nel portare avanti questi doveri, sarò guidato dai loro parlamenti eletti», ha continuato. «Mia madre ha dato un esempio di amore e servizio per tutta la vita». Ricorda il sovrano: «Il regno di mia madre non ha pari per durata, dedizione e devozione… Sono profondamente consapevole della profonda eredità e dei grandi doveri e responsabilità che ora passano a me».

Nell’intervento di Carlo c’è stato spazio anche per i ringraziamenti alla moglie Camilla. «In tutto questo sono profondamente incoraggiato dal sostegno costante della mia amata moglie», ha sottolineato Carlo III, aggiungendo di voler dedicare «il resto della mia vita» a «portare a termine il pesante compito che mi è stato affidato». Prosegue il neo proclamato re: «Per me la più grande consolazione» in questi giorni di lutto è «sapere dell’affetto travolgente espresso da così tante persone a mia sorella e ai miei fratelli».

Cristina Gauri 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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