Roma, 3 giu –  Volodymyr Zelensky urla contro le conquiste russe come riportato su Tgcom24, la Nato continua a prospettare per la guerra in Ucraina un’evoluzione lenta, lentissima. E a non immaginare alcuna pace nel breve periodo. Queste le ultime sintesi di un conflitto che, oggi, tocca i suoi cento giorni di massacri.

Nato, guerra infinita?

Cento giorni di guerra, ma andremo molto oltre, verso “guerra di usura” a “lungo termine” in Ucraina, come dice ieri sera a Washington il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, ribadendo quanto già espresso ultimamente e quanto ripetuto anche dal segretario di Stato americano Antony Blinken poco prima. Si cerca, nel frattempo, un’intea sugli ingressi di Svezia e Finlandia nell’alleanza, ma per farlo sarà necessario calmare le turbolenze della Turchia e di Recep Erdogan. Il “fine guerra mai” sembra comunque un rischio più che concreto, mentre da Mosca e da Kiev continuano ad arrivare messaggi ormai ripetitivi e rappresentanti lo stallo attuale.

Zelensky: “Il 20% dell’Ucraina è in mani russe”

Se la Nato va quasi a braccetto con la guerra, l’Ucraina fa altrettanto, ma da una prospettiva ovviamente ben più tragica: quella di chi il conflitto lo vive in prima persona, così come i russi. Ed ecco che il centesimo giorno di battaglie porta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad essere meno ottimista del solito e ha parlare di paese ormai parcellizzato: “Il 20% dell’Ucraina è in mani russe”.Poi aggiunge: “L’esercito russo ha già distrutto quasi l’intero Donbass ucraino ed è pronto a continuare a uccidere. Il Donbass era uno dei centri industriali più potenti d’Europa. Ora è semplicemente devastato”.

Alberto Celletti

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