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Roma, 4 feb – “Vincere la pandemia” è tra le priorità del premier incaricato Mario Draghi, ma come? E soprattutto, farà in tempo il nuovo governo a intervenire entro la scadenza del Dpcm in vigore? L’ideale sarebbe che il prossimo ministro della Salute (che tutti – a parte Locatelli – si augurano che non sia più Speranza) dia retta all’attuale numero 2 Sileri, secondo il quale da fine febbraio si potrebbero riaprire i ristoranti anche la sera. In ogni caso, fermo restando che con l’attuale curva dei contagi difficilmente ci saranno ulteriori giri di vite rispetto alle restrizioni in vigore, vediamo quali sono le scadenze più importanti.



Il 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni

Una data tiene gli italiani con il fiato sospeso dopo mesi di lockdown a singhiozzo. Il 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni presente nell’ultimo decreto del premier Giuseppe Conte. L’altra data chiave a cui guardano tutti è il 5 marzo, quando scadrà il divieto di apertura per cinema, teatri, palestre e piscine. Il nuovo governo interverrà per riaprire il Paese prima di quella data? Prorogherà il divieto di spostamento tra regioni o permetterà finalmente agli italiani di spostarsi? Certo, dipende dai monitoraggi e dai bollettini, dai contagi e dai ricoveri. Ma è anche e soprattutto una questione politica.

Il nuovo governo conserverà il sistema dei Dpcm e delle fasce di rischio?

In generale che cosa farà il governo Draghi con il nuovo Dpcm (l’ultimo è stato firmato il 14 gennaio), e con gli spostamenti tra regioni e le zone rosse, arancioni e gialle? Per il 15 febbraio il nuovo esecutivo magari sarà stato già varato e potrà intervenire, anche con una ordinanza del ministero della Salute. Su questo fronte sarà importante come sarà il nuovo dialogo tra governo centrale e regioni. Una cosa è certa, proprio con la scadenza del 15 febbraio sarà chiaro come vorrà muoversi il nuovo esecutivo. Se proseguire a colpi di Dpcm (lo stato di emergenza che lo consente è stato prorogato fino al 30 aprile) o cambiare direzione.

Fino a che il nuovo governo non giurerà, firmano tutto Conte e Speranza

Gli italiani dal canto loro, visti i precedenti, sperano che non sarà il governo uscente a decidere. Anche perché a quanto pare Speranza e compagni giallofucsia volevano prorogare il divieto di spostamento tra regioni. Il problema infatti è che fino a quando non avrà giurato un nuovo esecutivo, Conte potrà firmare i Dpcm e il ministro Speranza le ordinanze che istituiscono le zone gialle, arancioni o rosse in base al bollettino dell’Istituto superiore di Sanità.

In tal senso per le regioni che puntano a passare in zona gialla come Sardegna, Puglia, Sicilia, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano sarà ancora Speranza a decidere, venerdì 6. Poi dalla prossima settimana si vedrà.

Adolfo Spezzaferro



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