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Roma, 25 mar –  “La verità è che l’unico dato certo riguarda i decessi. Ed è da lì che bisogna partire per sapere quanti sono realmente i contagiati. Si scopre così che i numeri corretti sono purtroppo molto più alti di quelli che vengono diffusi e riguardano semplicemente i casi emersi e quindi hanno poco senso. Finalmente anche la Lombardia l’ha capito e ha deciso di dare la caccia al sommerso“. Così il virologo Andrea Crisanti, in una intervista al Corriere della Sera, lancia l’allarme sulle reali dimensioni dell’epidemia e critica duramente il governo per come ha gestito l’emergenza.

“In Lombardia i malati saranno almeno 250mila, in Italia 450mila”

“Non riesco a spiegarmi come sia stato possibile sottovalutare le dimensioni dell’emergenza, quando erano sotto gli occhi di tutti: in Lombardia i malati saranno almeno 250mila, 150mila sintomatici e 100 mila asintomatici, in Italia ne calcolo 450mila… altro che 60mila”. spiega il virologo. Si dice che il ceppo di virus che si è diffuso in Lombardia sia più aggressivo di quello in Veneto e in Cina… “Ma vogliamo scherzare? Non ci sono evidenze che il virus della Lombardia sia diverso da quello veneto. E dunque si deve ragionare su quelle percentuali. E il fatto che il tasso di letalità in Veneto (3,4%, ndr) sia decisamente inferiore a quello lombardo (oltre il 13%, ndr) si spiega con il maggior numero di tamponi fatti che ha portato a dei risultati concreti”, chiarisce Crisanti.

“Non c’è stata alcuna sorveglianza epidemiologica”

Poi l’esperto spiega perché oggi ci sono così tanti morti: “C’è molta gente che accusa sintomi non gravi e potrebbe essere positiva. Dovrebbero però cercare anche fra gli asintomatici testando le categorie più esposte, per cerchi concentrici. Ma penso anche che avrebbero dovuto farlo 20 giorni fa. E invece non c’è stata alcuna sorveglianza epidemiologica – denuncia -. Vedo persone che muoiono a grappoli. Questo è un fallimento. Troppi morti“. Direttore dell’Unità complessa diagnostica di Microbiologia a Padova e docente di Virologia all’Imperial College di Londra, Crisanti ha studiato con il governatore veneto Luca Zaia come arginare i contagi, sottoponendo i tamponi anche ai malati asintomatici e partendo da tutti coloro che sono più a rischio di contagio. Il lavoro fatto in Veneto permette di fare due importanti considerazioni, spiega.

“I dati di Vo’ Euganeo mostrano che il tasso di letalità è sotto il 2%”

In sostanza, ci sono due dati da prendere in considerazione, “quello della Cina e quello registrato a Vo’ Euganeo, dove è stata fatta per la prima volta al mondo un’indagine epidemiologica su un’intera popolazione. Questi numeri sono simili e ci dicono che il tasso di letalità (rapporto fra il numero di decessi e il totale dei contagiati, ndr) è sotto il 2%, considerando tutto si arriva all’1,5%, e che la percentuale di asintomatici che contagiano è altissima (40%)”, sottolinea Crisanti. Insomma, per poter parlare di cifre attendibili è necessario avere un quadro completo.

Il virologo non ha dubbi: il governo giallofucsia ha gestito malissimo l’emergenza. “Bastava mettere tutte le risorse possibili sui focali iniziali, come hanno fatto in Giappone, Corea e Taiwan. E invece da noi fino a pochi giorni fa c’erano industrie attive con migliaia di dipendenti”. Insomma, il blocco totale delle attività produttive non essenziali è stato stabilito con colpevole ritardo. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Adolfo Spezzaferro

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