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Roma, 14 giu – E’ agghiacciante lo scenario emerso dai controlli a tappeto eseguiti in tutta Italia dai Nas su ristoranti etnici e i relativi depositi di alimenti provenienti da tutto il mondo: nel 48% dei locali, cioè 242 strutture, sono state riscontrate gravi irregolarità: cibo scaduto, congelato e di seguito ricongelato, assenza del benché minimo rispetto delle norme igieniche, importazioni vietate, etichette delle derrate senza traduzione.

Il disastro degli all you can eat

La maggiore incidenza è stata rilevata negli all you can eat: sono 22 gli esercizi commerciali chiusi o sospesi (per un valore di 5,3 milioni di euro) mentre, come riporta il Messaggero, in 477 casi sono state riscontrate violazioni di legge e sequestrate 128 tonnellate di cibo. Panorama sconfortante anche per depositi all’ingrosso di alimenti etnici: nel 41% dei casi i Nas hanno trovato violazioni delle norme e hanno proceduto al sequestro di 128 tonnellate di prodotti ittici, carne e vegetali “privi di tracciabilità ed in cattivo stato di conservazione”. Valore stimato delle derrate: 232mila euro. Nella metà dei casi i magazzini di stoccaggio delle derrate mancavano dei minimi requisiti igienico-sanitari e la merce non veniva conservata correttamente nelle giuste condizioni di temperatura e umidità. Gravi carenze anche per quanto riguarda l’igiene delle cucine e le condizioni di sicurezza dei lavoratori.

Pratiche illegali per mantenere prezzi stracciati

«Particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula all you can eat per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee», ha dichiarato il generale di divisione dei Carabinieri Adelmo Lusi al termine dei controlli. Il ministro della Salute Giulia Grillo ha così commentato l’operazione dei Nas: «Ben vengano le cucine etniche, a tutti piace il sushi, ma all you can eat non può fare rima con rischio di intossicazione alimentare: le regole valgono per tutti. Non si mette a rischio la salute dei cittadini con pratiche illegali per mantenere i prezzi stracciati», ha spiegato. «Spesso manca la conoscenza del nostro sistema di regole che è tra i più avanzati a livello mondiale e su questo bisogna lavorare. Grazie ai nostri Carabinieri del Nas – ha concluso – che fanno luce su un settore in grande espansione e richiamo soprattutto per le generazioni più giovani. A tutela di tutti sia ben chiaro che etnico non deve far rima con fuorilegge».

Cristina Gauri

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