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Roma, 27 feb – Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, introduce il “Barometro dell’Odio” con un breve video dove afferma che la sua organizzazione ha sentito l’esigenza di intervenire nel dibattito politico italiano “per riportarlo ad una corretta narrazione” perché la libertà di espressione non deve essere uno strumento nelle mani di chi fomenta odio[1]. Prima di parlare delle gravi ingerenze di Amnesty International sulla democrazia italiana, vogliamo ricordare chi si nasconde dietro a tale organizzazione umanitaria che si dichiara neutrale, apolitica e imparziale. Seguiamo i soldi come consuetudine nelle nostre ricerche.
Il bilancio di Amnesty International Italia sembrerebbe abbastanza lineare e coerente con le linee guida di indipendenza e neutralità dell’organizzazione. Un discorso diverso,invece, è quello riguardante il bilancio di Amnesty International Limited (AIL), che si occupa di prendere in “appalto” la attività caritatevoli per conto di Amnesty International Charity Limited (AICL), istituzione benefica registrata. La Amnesty International Limited è il luogo dove sono mantenuti i “legami con i governi, con le fondazioni e con le società”. Tony Cartalucci nel suo libro inchiesta “Subverting Syria-Obiettivo Siria” afferma che “Amnesty International è finanziata e guidata non soltanto da alcuni governi, ma anche da enormi interessi di finanziatori d’impresa; inoltre è intrecciata con ideologie politiche e interessi economici. Amnesty è uno strumento essenziale, utilizzato esclusivamente per perpetrare tali interessi” in netta antitesi con il suo codice etico e le linee guida tracciate dall’organizzazione in cui si dichiara che “Amnesty International è finanziata principalmente dai suoi membri e da donazioni pubbliche. Nessun fondo viene domandato ai governi, oppure accettato da essi, per l’opera di investigazione e la campagna contro gli abusi dei diritti umani. Amnesty International è indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse economico o religione”.
Per verificare tutto ciò, basta dare uno sguardo all’Income Report 2016 di Amnesty International[2].

Sembra un astuto gioco di scatole cinesi: Benetech, società no-profit, è finanziata sia da diversi Dipartimenti di Stato Americani sia da numerose fondazioni[3]; Comic Relief è sovvenzionata dal Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del governo britannico[4]; Ford Foundation è stata per molto tempo la più grande e la più influente fondazione del mondo, con attività in svariati settori: istruzione, diritti umani, arti creative, ricerca scientifica e aiuti ai paesi del terzo mondo; Humanity United è tra le più attive sostenitrici della Clinton Foundations[5]; OAK Foundation, legata a doppio filo alla fondazione di Soros, distribuisce fondi a pioggia anche in Italia (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili)[6]; e ovviamente la Open Society Foundations. Quindi intorno ad Amnesty International gravitano i poteri forti del globalismo e gli interessi degli stati “esportatori di democrazia”. Le zone d’ombra e le incoerenze dell’organizzazione umanitaria saranno approfondite in una ricerca successiva, che tratterà degli scandali che stanno attualmente colpendo le ONG internazionali.
Torniamo all’argomento principale dell’articolo: le ingerenze di Amnesty sul naturale svolgimento della democrazia in Italia. È veramente interessante visualizzare i dati del “Barometro dell’Odio” di Amnesty Italia: solo i partiti della destra e i loro leader sono segnalati dall’organizzazione come promulgatori dei “discorsi di odio”.

Più che un appello alla moderazione dei contenuti della campagna elettorale, è un vero endorsement ai partiti della sinistra italiana. Infatti, i dati di Amnesty Italia sono stati tempestivamente ripresi dal Partito Democratico in un grafico molto esplicativo.

A questo punto viene spontanea una domanda: non è che l’iniziativa di Amnesty International nasca dalla paura di perdere l’appoggio politico, conquistato negli ultimi anni, con i partiti che hanno fatto parte della passata maggioranza parlamentare? A tal proposito, conosciamo bene le ingerenze dell’organizzazione umanitaria sulla questione migratoria e sulla connessa gestione dell’accoglienza migranti.

Le intromissioni di Amnesty Italia hanno però toccato il loro punto più alto durante la manifestazione contro il fascismo organizzata dall’Anpi a Roma lo scorso sabato: gli osservatori dell’organizzazione sono stati inviati per “monitorare il comportamento delle forze di polizia schierate in una manifestazione con funzioni di ordine pubblico e verificare se questo rispetti o meno gli standard internazionali sull’uso della forza e altri standard rilevanti in tali contesti[7]. Un’iniziativa decisamente fuori luogo e grottesca, arrivata all’indomani delle precedenti manifestazioni che hanno visto decine di agenti delle forze dell’ordine malmenati dai pacifici antifascisti dei centri sociali, quasi legittimati dalla lotta proclamata istituzionalmente al fascismo dai noti esponenti dei partiti della sinistra italiana.
 
In conclusione, ci chiediamo come possa uno Stato sovrano e democratico, in piena campagna elettorale, ricevere simili ingerenze da un’organizzazione che, a parole, si professa imparziale e apolitica ma che, nei fatti, sembra favorire una determinata parte politica. E qualcuno ancora sproloquia sulle influenze russe.
Francesca Totolo
NOTE
[1] Il Barometro dell’Odio di Amnesty International Italia: https://www.amnesty.it/barometro-odio/
[2] Amnesty International, Income Report 2016: https://www.amnesty.org/en/documents/fin40/7691/2017/en/
[3] Benetech, financials: https://benetech.org/about/financials/
[4] Comic Relief, Finances: https://www.comicrelief.com/about-comic-relief/finances
[5] Humanity United, 2015 Performance Report: https://humanityunited.org/performancereport2015/
[6] OAK Foundations, Grants: http://www.oakfnd.org/grant-database.html
[7] Precisazione sulla presenza degli osservatori di Amnesty International Italia nel corso di manifestazioni: https://www.amnesty.it/precisazione-sulla-presenza-degli-osservatori-amnesty-international-italia-nel-corso-manifestazioni/



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7 Commenti

  1. Questi sono i primi sfruttatori parassiti schiavisti e pure stupratori che ci siano in circolazione …
    altro che amnesty !

  2. Queste organizzazioni vorrebbero cancellare gli Stati (e i relativi popoli) per avere campo libero e spadroneggiare. Non glielo permetteremo mai. Se ne facciano una ragione.

  3. Amnesia internazionale è una organizzazione politica comunista, per cui vergognosamente razzista nei confronti di noi italiani, che spesso dimentica e scorda che vivacchia e si moltiplica in ricchezza con sovvenzioni sorosiane ………amnesia internazionale favorisce l’invasione africana con comportamenti ed azioni da gulag stalinista……..noi cattivoni fascisti , loro candide colombelle…………ma quando mai……..attenzione , sono lupi,sono politicamente inquadrati e pericolosi………sono feccia comunista, la tipologia peggiore…….per cui stiano con la negrezza anpiana e facciano campagna elettorale col piddino renzio……….quanta paura di perdere i milioni di euro di sovvenzioni governative.

  4. Gentili tutti, sono da anni una sostenitrice di Amnesty International, ho acceso un rid presso la mia banca e con cadenza trimestrale la banca mi addebita un piccolo importo ,conforme alle mie possibilità economiche, in donazione ad Amnesty, ricevo regolarmente le loro newsletter dove firmo le petizioni per le migliaia di persone ingiustamente detenute in molti stati, diciamo, non propriamente democratici.
    Dopo aver letto il vostro articolo mi sono documentata sul Barometro dell’odio ed ho visto che in realtà è semplicemente un osservatorio. Come potrebbe un osservatorio influenzare ed ingerire nelle politiche di uno stato sovrano, un osservatorio sono dati a disposizione di chiunque.

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