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Roma, 2 lug – Ennesimo capitolo nella saga delittuosa legata al miliardario Jeffrey Epstein. Questa mattina infatti l’FBI, in New Hampshire, ha tratto in arresto Ghislaine Maxwell, ex compagna, amica e sodale del finanziere statunitense: le accuse che la riguardano sono gravissime, ma perfettamente in linea con il fosco quadro che sin dagli inizi delle indagini hanno riguardato Epstein. La Maxwell avrebbe infatti procacciato o facilitato la partecipazione di ragazze e altre donne agli eventi tenuti dal finanziere, spesso in compagnia di uomini di potere, artisti, scienziati, e divenuti poi tragico teatro di violenza sessuale e abusi. Il miliardario è morto suicida nell’agosto del 2019 nel Metropolitan Correctional Center di Manhattan, in circostanze che hanno suscitato più di qualche legittimo dubbio, portando a inchieste interne al sistema penitenziario dato che Epstein era stato posto, in quanto potenziale suicida, sulla suicide watch e avrebbe dovuto essere strettamente sorvegliato.

Epstein era amico di ex presidenti degli Stati Uniti e influenti uomini politici di diversi Paesi, finanziere con ramificati affari anche in Europa e in Arabia Saudita, viveur che amava circondarsi di pittori, musicisti, scienziati. I suoi guai giudiziari, e gli scandali annessi, erano ormai risalenti nel tempo: ripercorrendo la sua ‘carriera’ criminale, i primi problemi con la giustizia risalgono al biennio 2005-2006, anni in cui la passione di Epstein per le minorenni lo porta a reclutare personalmente o a farsi procacciare ricorrendo ad esotiche agenzie di modeling decine e decine di giovanissime ragazze provenienti dal sud America, da paesi ex sovietici o asiatiche. A seguito delle indagini che prima vennero svolte dalle autorità locali, della Florida, e successivamente dall’FBI, emerse un quadro che vedeva coinvolte potenzialmente decine e decine di vittime, in alcuni casi anche americane.

Formalmente indicato come sex offender già a partire dal 2008, il miliardario ne uscì piuttosto bene ricorrendo a transazioni economiche e cospicui risarcimenti offerti alle vittime. La condanna finale fu a pochi mesi di carcere, che Epstein contrariamente a quanto avviene solitamente per i sex offender scontò in un carcere di minima sicurezza, trascorrendo le sue giornate potendo ricevere visite e con la porta della sua cella sempre aperta. Nonostante quindi il parziale successo giudiziario, Epstein divenne oggetto di una lunga teoria di cause civili promosse dalle vittime.
Nel 2019 però i fari delle indagini dell’Fbi tornarono, questa volta con accuse ancor più gravi, a illuminare la sua vita: questa volta infatti Epstein venne ritenuto responsabile di aver messo in piedi una organizzazione dedita alla tratta di giovanissime ragazze, fatte prostituire e rese schiave sessuali per lo stesso miliardario e per i suoi facoltosi, potenti amici, in perverse serate consumate nelle sue varie lussuose abitazioni. Coinvolti con lui, volti e nomi noti dell’arte, dello spettacolo, della politica, uno scandalo enorme che la oggettivamente misteriosa morte del miliardario non ha tacitato né fatto finire, come testimonia l’arresto della Maxwell.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. ma chi volete prendere in giro…
    LO HANNO SUICIDATO,altro che.

    troppi potenti coinvolti e cosi gli hanno tappato la bocca,esattamente come è successo con calvi
    a suo tempo,e come è successo a david rossi,del monte dei paschi solo pochi anni fa.
    e la giustizia?
    la giustizia è un cavallo con molte selle,che va dove è cavalcato:
    si vede bene in questi giorni con la storiaccia di berlusconi.

    e una volta di più,la politica,la finanza e tutti i cosidetti “potenti” si stanno rivelando sempre di più quello che sono:
    malavitosi in guanti bianchi,
    spesso bagnati di sangue o sterco,e
    con la giustizia e la polizia che fan la parte dei bravi
    a reggere il sacco.

    “la giustizia è uguale per tutti”
    ….
    che pagliacciata.