Roma, 5 ott – Amministrative, astensione record, con un elettore su due che non è andato a votare: è questo il dato politico più importante e preoccupante. Poi certo si registra la vittoria netta al primo turno del centrosinistraMilano con Beppe Sala, a Napoli con Gaetano Manfredi e a Bologna con Matteo Lepore. Ballottaggio, invece, a Roma fra il candidato del centrodestra Enrico Michetti – in vantaggio – e il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri (con Carlo Calenda terzo e la “sindaca” uscente Virginia Raggi quarta). Ballottaggio anche a Torino, dove è in vantaggio il candidato del centrosinistra Stefano Lo Russo rispetto al candidato del centrodestra Paolo Damilano. Il centrodestra invece conquista subito al primo turno la presidenza della Regione Calabria. Roberto Occhiuto infatti sbaraglia gli altri candidati con oltre il 54% dei voti. Alle suppletive per la Camera, Enrico Letta vince a Siena e il candidato del Pd vince a Roma Primavalle (anche grazie all’ex magistrato Luca Palamara, che fa perdere il centrodestra).



Astensionismo record: un elettore su due non è andato a votare

Il primo partito però è quello dell’astensione, segno che – complici anche restrizioni, lockdown e divieti anti pandemia – i cittadini si sono allontanati ancora di più dalla politica. Anche la scelta dei candidati – soprattutto quello messi in campo dal centrodestra, in ritardo e non proprio di altissimo livello – non ha convinto gli elettori. Affluenza a picco nelle elezioni comunali, con Roma e Milano sotto il 50% dei votanti. Nella Capitale, secondo i dati definitivi del Viminale, alle urne si è recato il 48,83% degli elettori contro il 57,03% delle precedenti elezioni comunali. A Milano ha votato il 47,69% degli aventi diritto contro il 54,65%. A Napoli, ai seggi si è presentato il 47,19% degli elettori contro il 54,12% delle precedenti consultazioni. Bologna supera di poco il 50%: alle urne il 51,16% degli elettori, con un calo comunque evidente rispetto al 59,66% delle elezioni comunali precedenti. A Torino, secondo i dati del Viminale, diminuzione di circa 9 punti rispetto al voto precedente. Alle urne si è recato il 48,06% degli elettori contro il 57,18%. A Siena il segretario del Pd Letta (che si è presentato senza simbolo del Pd) è stato eletto dal 35,6% appena degli aventi diritto.

Il centrodestra non è riuscito a convincere i propri elettori ad andare a votare

La fuga dalle urne colpisce soprattutto il centrodestra, già in crisi di suo, per ammissione dello stesso leader della Lega Matteo Salvini. I partiti della coalizione, divisi su tutto – con due al governo e il terzo, attualmente il più forte, all’opposizione – non hanno convinto l’elettorato di riferimento ad andare a votare. Nelle periferie delle grandi città tanti elettori sono rimasti a casa. Con il risultato peggiore di sempre a Milano e Torino. “La maggior parte non ha votato. E’ per me e tutti un’autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private. Il centrodestra sia più compatto e meno litigioso”, dice Salvini. Anche la leader di Fratelli d’Italia, primo partito nel centrodestra, fa presente che “non si può trattare in modo superficiale il dato sull’astensionismo. Quando si vota in città importanti e c’è un astensionismo intorno al 50% – avverte Giorgia Meloni – non è una crisi della politica ma della democrazia“.

Le urne bocciano clamorosamente il M5S di Giuseppe Conte

Se l’astensionismo dunque ha colpito soprattutto il centrodestra ha però al contempo quasi azzerato il Movimento 5 Stelle a guida Giuseppe Conte. I grillini perdono tutte le città che amministravano – a partire da Roma e Torino – e sono fuori da tutti i ballottaggi. “Nel M5S è il tempo della semina, il nuovo corso non ha potuto dispiegare appieno le sue potenzialità”, dice l’ex premier. Ma c’è chi scommette che questi grillini qua non arriveranno neanche alle politiche. A maggior ragione dunque Conte dovrà restare appiccicato al Pd, che ora guida i giallofucsia (a dispetto dei numeri, ormai sorpassati, in Parlamento). Bisogna vedere se Letta però vuole accontentarsi dei 5 Stelle e se non guarderà anche al centro. Certo è che questi risultati – con la Lega che frena e il Pd che recupera terreno – non possono che far piacere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Mario Draghi.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. La gente è stanca di sovranisti di facciata
    https://cise.luiss.it/cise/2020/05/04/italiani-spaccati-sulleuropa-ma-non-e-solo-una-questione-di-destra-vs-sinistra/

    quindi non sentendosi rappresentati non votano.

    A votare continuano solo i masochisti col cuore ma senza testa, quelli che continuano a votare partiti che li mettono agli arresti domiciliari per mesi senza processo per giustificare regalie alle #BigPharma capitaliste convinti ancora di votare partiti “de sinistra”.

    Ma secondo voi chi lecca i capitalisti può essere di sinistra?
    Sveglia!!!

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