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Roma, 5 ott – La lista Calenda sindaco è il primo partito (se così si può chiamare) a Roma: secondo (altro risultato storico) è FdI, soltanto terzo il Pd, storicamente il più votato nella zona Ztl. In vista del ballottaggio tra Enrico Michetti (centrodestra) e Roberto Gualtieri (centrosinistra), è evidente che gli elettori di Carlo Calenda (terzo, sopra la “sindaca” uscente Virginia Raggi, al primo turno) saranno l’ago della bilancia. E se il diretto interessato, Calenda, dice “niente alleanze” la questione resta: i (tanti) cittadini che lo hanno votato, chi voteranno al ballottaggio?



Lista Calenda primo partito a Roma: 192mila voti (19%)

Il risultato è clamoroso: Carlo Calenda si presenta da solo, senza neanche il suo partito, Azione, ma con una lista civica come candidato sindaco di Roma e incassa più voti di tutti i partiti in lizza. A scrutini quasi finiti (2.574 sezioni su 2.603), la lista Calenda sindaco ha oltre 192mila voti (il 19%). FdI di Giorgia Meloni è secondo, con 175mila voti (17%), il Pd di Enrico Letta (ex partito di Calenda) invece è terzo, con 165mila voti (16%). Quarto classificato (ma alle ultime amministrative era primo partito) il M5S di Giuseppe Conte: 110mila voti (11%). I grillini – grandi sconfitti di queste amministrative – pagano pegno per la disastrosa gestione Raggi. Anche se, va detto, la “sindaca” ha comunque preso più voti di quanti ne meritasse.

Gli elettori di Calenda ago della bilancia al ballottaggio

Occhi puntati su Calenda, dunque. Centrodestra (in crisi) e centrosinistra (in ripresa) lo corteggiano perché come detto i suoi tanti voti saranno determinanti per il ballottaggio. Intanto, a sentire lui, non c’è da esultare per il suo risultato. “E’ stato uno sforzo titanico, una sfida senza altre liste accanto. Faticosa, difficile. Non una battaglia di testimonianza però, ho sperato di andare al ballottaggio e ci ho lavorato un anno. E ora sono molto dispiaciuto. Quando non si raggiunge l’obiettivo per cui ci si è spesi, bisogna dirlo”, ammette il leader di Azione. In una intervista a Repubblica, Calenda risponde a Letta che gli chiede i voti su Roma: “Avevo capito che ero di destra…”. In sostanza, forse l’outsider che a Roma ha sparigliato le carte dirà chi voterà al ballottaggio. Ma nessun apparentamento: “Non sarebbe onorevole – spiega – la nostra lista civica ha preso voti a sinistra, a destra e al centro“.

“Raggi bocciata dall’80% dei romani. Non so se si è mai vista una cosa così per una sindaca uscente”

Insomma, nonostante il primato della sua lista (ma i voti a lui sono ancora di più: 220mila), segno che l’opzione non partitica è stata premiata in un quadro di astensionismo record, nonostante sia il terzo classificato nella sfida più importante di queste amministrative, Calenda non si accontenta. Vuole continuare a prendersi consensi in giro per l’Italia. La sua, spiega, è “un’area di riformismo pragmatico che non si accontenta dell’offerta politica attuale e che a Roma ha avuto una affermazione molto significativa. Per una lista civica abbiamo raggiunto un dato senza precedenti”. Infine due parole (definitive) sulla Raggi: “Uno dei peggiori sindaci della Capitale. E’ stata bocciata dall’80% dei romani. Non so se si è mai vista una cosa così per una sindaca uscente“. A tal proposito, ca va sans dire, gli elettori grillini al ballottaggio voteranno Gualtieri. Ecco perché Michetti senza i voti della lista Calenda non potrà vincere.

Adolfo Spezzaferro



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