Roma, 27 lug – Silvio Berlusconi ora esprime dubbi su Giorgia Meloni premier, come riporta anche l’Ansa. La coalizione, in vantaggio nei sondaggi, si sta perdendo da giorni su polemiche veramente incredibili. Rischiando di minarne l’unità e – forse – anche l’eventuale successo elettorale a settembre.

Berlusconi su Meloni: “È una forza, ma come premier spaventerebbe i moderati”

Berlusconi era stato già gelido ieri mattina, quando sulla Meloni premier aveva espresso posizioni genericamente tiepide: “È un tema che non mi appassiona”, aveva detto il Cavaliere. Poi, ripreso anche da Repubblica e Messaggero, avrebbe lanciato una stoccata peggiore. Con il leader di FdI candidato a Palazzo Chigi “la coalizione rischierebbe di perdere”, perché spaventerebbe l’elettorato moderato.

Sul tema dei tre alleati, in questo momento, pare più plausibile pensare a un asse Lega-Forza Italia, piuttosto che a una vicinanza al partito di Giorgia Meloni di entrambi. E le indiscrezioni raccolte da Dagospia in questo senso sono piuttosto interessanti. Gli altri due leader starebbero cercando, in questo momento, di limitare la portata di FdI. In particolare, per Berlusconi, sarebbe importante decidere il premier tramite l’assemblea dei parlamentari eletti e non farlo “proclamare” dal partito con più voti. Il che, in effetti, difficilmente potrebbe essere vista come una proposta “pro-Meloni”, dal momento che fino alle scorse elezioni non si è mai discussa né complicata una regola semplicissima: il partito che prende più voti esprime il candidato presidente del Consiglio. E fine della storia.

Oggi vertice dei tre leader

Oggi Berlusconi, Meloni e Salvini si incontreranno per scogliere il nodo. Che non trovino un accordo è piuttosto difficile. Ma al tempo stesso sconvolge che sia iniziata una discussione tanto paradossale tra le parti di una coalizione che, si votasse oggi, vincerebbe la tornata. In ogni caso, il dubbio che il “gruppo” stia facendo di tutto per perderla, quella tornata, a noi è venuto già diversi mesi fa. E sembra che la politica attuata dai tre partiti stia confermando tali perplessità. Vedremo cosa accadrà, ma due mesi non sono tantissimi.

Alberto Celletti

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