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Reggio Emilia, 20 gen – “Ma chi cazzo se ne frega delle sardine, noi siamo oltre“. Così Matteo Salvini, in comizio elettorale a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, taglia corto sulla polemica per la piazza di Bibbiano, “prenotata” dalla Lega e dove le sardine volevano manifestare contro di lui proprio lo stesso giorno, il 23 gennaio. Quello che interessa al leader del Carroccio è che la verità su Bibbiano abbia smosso le acque sul business delle adozioni in tutta Italia. “Oggi non solo a Bibbiano ma in tutta Italia ci sono le denunce“, spiega Salvini. “Finalmente le mamme, i papà, i nonni hanno trovato la forza e quindi da quello che è un male magari in futuro nascerà un bene. Ringrazio quelle mamme e quei papà perché adesso qualche bambino lo riportiamo a casa”.

“Sono pescatore ma parlo di mamme, papà e bimbi”

Poi a me non interessa la polemica politica, tizio, caio, la sardina. Ma chi cazzo se ne frega delle sardine. siamo oltre”, taglia corto il leader della Lega. “Io sono pescatore e vado a pescare – conclude -. Ma parlo di uomini e donne, di mamme, papà e bimbi. La fauna selvatica, la fauna ittica mi interessa relativamente“.

La piazza contesa

La piazza di Bibbiano è stata al centro di una contesa poi risolta a favore della Lega. Sì, perché il movimento delle sardine era in possesso di un’autorizzazione comunale ma le norme elettorali danno priorità ai partiti durante la campagna elettorale. Pertanto il 23 gennaio il piccolo comune della Val d’Enza simbolo dell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti ospiterà il comizio del Carroccio nella piazza principale, mentre ai “pescetti rossi” è stata concessa una piazza poco distante.

Adolfo Spezzaferro

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