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Canada da vomito, arrivano i campi estivi per trasformare i bimbi in drag queen

by Cristina Gauri
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drag queen

Roma, 3 apr — In Canada procede speditissima, senza incontrare mezzo sassolino che le ostacoli il percorso, la martellante, capillare propaganda gender che espone i bambini fin dalla più tenera età a fluidità e ipersessualizzazione: complice uno Stato che si è consegnato nelle mani adunche delle lobby Lgbt appoggiandone le istanze, silenziando il dissenso attraverso i reati di opinione e foraggiandola economicamente e mediaticamente. Ultima dimostrazione del marciume del sistema Trudeau in fatto di indottrinamento infantile, rivelata da La Verità, arriva da Vancouver, dove il Carousel thatre for young people ha organizzato un campo estivo per diventare piccole drag queen.

Il campo estivo per drag queen per bambini da 7 anni in su

Bambini dai 7 anni in su, istruiti da omosessuali mascherati da una parodia ipersessualizzata di donna, impareranno a sculettare, ballare in maniera sexy e ammiccare vestiti e truccati come piccole prostitute. Si chiama Drag summer camp, e la durata prevista è di quattro giorni per la categoria junior (7-11 anni) e un altro per i «teen» (12-17 anni). Costo: 460 dollari per i junior, 900 per i più grandicelli. Ma non temete: è incluso un kit di trucco per ogni singolo, piccolo partecipante. 

Grazie ai sapienti insegnamenti dei «maestri» i bambini potranno «scavare a fondo e trovare la loro regina o re interiore, studiando la storia drag e creando i propri personaggi». Recita ancora la locandina: «Ti piace esprimerti attraverso l’abbigliamento, il trucco e la performance? Hai un alter ego che aspetta solo di salire sul palco? Guidati da alcuni dei drag artist affermati ed emergenti di Vancouver, imparerai a mostrare i tuoi veri colori e forse anche a far uscire la tua diva interiore!».

I veri criminali sono i genitori 

I veri criminali, va da sé, sono i genitori che sottopongono la prole a questo tipo di indottrinamento: forse spinti dalla mitomania e protagonismo da social, o forse per dare «segnalazione di virtù» politicamente corretta e non apparire come «bigotti» di fronte al nuovo che avanza decidono di sborsare somme — non proprio contenute — e sacrificare l’innocenza dei propri figli sull’altare di questo nuovo esperimento sociale.

Per convincere mamma e papà gli organizzatori aggiungono il vecchio di trucchetto di far leva su presunte «ipocrisie» derivate dai compromessi a cui tocca scendere quotidianamente: «Ti starai chiedendo, il drag è per i bambini? Sì, è per tutti. Genitori, chiedetevi, qual è la differenza tra quello che indossate a casa e quello che indossate al lavoro? Vi state travestendo anche voi, tesori, semplicemente non lo sapete». Loro invece invece lo sanno, sanno tutto, dall’alto di protesi, mascheroni e vestiti di lamé sudaticci. Con la piccola differenza che le drag queen si travestono per inscenare spettacoli per adulti ad alto contenuto sessuale, mentre la gente normale si cambia per andare a lavorare in ufficio o in fabbrica; non si tratta di «travestimenti» ma di «vita quotidiana».

Foraggiati dallo Stato

Ciliegina sulla torta, nonostante il corso costi un occhio della testa, l’ente che lo promuove riceve pure finanziamenti comunali, provinciali e governativi, con sovvenzioni, evidenzia La Verità, per oltre 280mila dollari in cinque anni. Non c’è altro destino per i bambini canadesi che quello di diventare dei piccoli automi sculettanti per il diletto di pervertiti e liberal-progressisti che li osannano al grido di «è finito il Medioevo». 

Cristina Gauri

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5 comments

Ooo 3 Aprile 2023 - 8:18

Questa merda durerà ancora un po’… Ma quanto arriverà la reazione spero per questi froci che marte sia abitabile

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fc 4 Aprile 2023 - 9:13

Carnevalone perenne, laico, ateo guidato. Null’ altro che un estremo tentativo di soluzione per un sistema avviato verso il suicidio ?!

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ber 5 Aprile 2023 - 10:25

attraverso l’esperienza drag si dà la possibilità di esprimere la propria creatività e le proprie inclinazioni, completamente soffocate fin dall’infanzia da una società che non tollera il diverso. il canada si può considerare un paese aperto e che guarda il futuro, invece in italia dobbiamo ancora sorbirci leggi e opinioni che minano e reprimono la libertà per far dormire sereni un paio di prepotenti chiusi di mente

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fc 6 Aprile 2023 - 10:12

In Canada ci son stato e non da turista beota. Francamente ho visto, ho sentito di una terra colma di condizionamenti negativi, a cominciare dall’ inquinamento delle acque, dalla alimentazione qualitativamente scandalosa, dalla ludopatia generalizzata, dalla alienazione di massa data dal uso “non stop” del pc ed affini (alias catena di montaggio digitale), sino a livelli di tossicità pazzeschi in aree pubbliche, a tutte le ore, senza freni.
Quindi, altrettanto francamente, l’esperienza drag si inserisce come un’ altro condizionamento dal quale star ben lontani… salvo durante il carnevale e solo in funzione di questo. Che in Italia dobbiamo sorbirci lacci e lacciuoli è ben vero ma sono di natura diversa solo perché siamo in un altra fase (anteriore), dell’ opera di accaparramento del altrui benessere.
Dunque, sempre più aperto a cosa? Ber, no grazie.

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pascal richard 10 Aprile 2023 - 6:52

ber? c’è open dove date sfogo alle vostre idizioe e demenze per non dire altro , stai sereno colorato che “state vincendo” come dice il vostro nuovo boss giaaloblu.

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