Roma, 7 nov – A Catania il governo seleziona gli sbarcati e le Ong non ci stanno. Ieri sera, sulle coste siciliane, l’ennesimo capitolo di una diatriba destinata a riproporsi con frequenza nei prossimi mesi.

Catania, sbarcano i fragili dalle navi Ong

Come riporta l’Ansa, dalla Humanity 1 sbarcano in 144, mentre in 35 rimangono a bordo. Tgcom24 ci fornisce numeri dalla Geo Barents, con 357 sbarcati, mentre a bordo ne sono rimasti 215. Della Ocean Viking ancora nessuno sbarcato. Nel complesso 572 non hanno messo piede in Italia e sono invitati a tornare indietro. Ovviamente, scontate proteste del Pd, che chiede al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di riferire in aula, così come delle Ong.

La protesta di Medici senza Frontiere e delle altre Ong: “Lo sbarco selettivo è illegale”

Dall’altro lato, come c’era da aspettarselo, nessuna trattativa, nessun compromesso: devono sbarcare per forza e il governo si deve piegare, senza trattative. Così sostiene Medici senza Frontiere: “Un’operazione di soccorso si può considerare terminata solamente una volta che tutti i sopravvissuti sono stati fatti sbarcare in un luogo sicuro. Lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo. Secondo il diritto internazionale una nave non è responsabile dell’accoglienza a bordo dei sopravvissuti laddove siano possibili soluzioni alternative. Inoltre, il governo responsabile dovrebbe prendere ogni misura necessaria per far sì che i sopravvissuti restino a bordo il minor tempo possibile, secondo quanto stabilito dalle Linee Guida sul Trattamento delle Persone Soccorse in Mare”.

Insomma, lo sbarco selettivo è illegale, non far sbarcare è illegale, tenere le persone sulle navi (magari fornendogli assistenza, come stavano facendo le autorità italiane), è illegale. Ci permettiamo di aggiungerne un’altra, sarcastica ma forse non lontana dalla realtà: immaginiamo che anche far sbarcare in qualsiasi altro Paese non sia l’Italia sia illegale.

Il governo cede

Ovviamente la valutazione è delicata, proprio perché sul sempreverde tema dei “minori non accompagnati” si gioca gran parte della campagna immigrazionista. Ma nonostante una relativa resistenza, lo “spezzatino” tra sbarcati e non sbarcati (peraltro per le navi interessate nettamente pendente a favore dei primi) denota un esecutivo più in difficoltà di quello gialloverde nel 2018, che sul tema frenò immediatamente per poi “cedere” più sul lungo periodo. Al momento, quello che si è visto ieri sera mostra arrendevolezza evidente. Vedremo cosa accadrà in futuro. Anche se probabilmente, visto l’arrivo ormai imminente della stagione invernale, la “sfida” più consistente sarà rimandata alla primavera.

Stelio Fergola

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7 Commenti

  1. La prossima volta trasbordo con passerella tra le navi al largo, a 10,1 miglia dalla costa. Tanto quelli sono abituati a fare i salti tra i rami degli alberi perciò rischio zero.

  2. O si fanno entrare tutti o si respingono tutti , la melina delle 4 navi e’ una pena ! Oltretutto crea un precedente e poi e’ Kafkiana dato che nel nel frattempo ne sono entrati un reggimento con i Barconi autonomi ….dai lasciamo perdere …..

  3. Le ONG sono i peggiori demoni dei tempi attuali…. Caronte sarebbe un dilettante al confronto… E poi … che il governo calasse le braghe non mi meraviglia e comunque piuttosto di è meglio piuttosto

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