Roma, 31 mag – La Cina verso Taiwan, nell’ennesima dimostrazione di “forza” estetica (anche agli Usa), ma per ora poco sostanziale, come riporta Adnkronos.

La Cina e gli aerei a Taiwan

Pechino si muove o comunque mette pressione. E ieri, la Cina ha effettuato una imponente incursione aerea proprio nella zona di difesa di Taiwan. Un’incursione che ha visto coinvolti 30 velivoli, di cui 20 caccia. Il ministro della Difesa dell’isola, dal canto suo, ha dispiegato sistemi missilistici di difesa allo scopo di “osservare” le attività aeree cinesi. La dimostrazione di forza di Pechino è stata la più imponente dal 23 gennaio scorso, quando gli aerei erano stati ben 39.

L’ennesimo “finto” attacco? Di sicuro, un altro messaggio agli Usa

Su Taiwan, la tensione tra Pechino e Washington si è approfondita nelle ultime settimane, fin dalle dichiarazioni di Joe Biden riguardanti una eventuale “reazione” americana all’invasione cinese dell’isola. La Cina aveva risposto per bocca del portavoce del ministero degli esteri Wang Wenbin, che aveva espresso dichiarazioni “metaforiche” ma abbastanza decise contro le affermazioni americane: “Consigliamo agli Usa di ascoltare una famosa vecchia canzone cinese. Canta: quando arriva un amico, c’è del buon vino. Se arriva lo sciacallo, c’è un fucile per salutarlo”. Insomma, niente di leggero. Wenbin aveva anche aggiunto che “non c’è forza al mondo, compresi gli Usa, che possa fermare il popolo cinese dal raggiungimento della completa riunificazione nazionale”.

Da allora, le manifestazioni di forza intorno all’area di Taiwan si sono intensificate. Prima con il dispiegamento e le esercitazioni militari, poi con quanto avvenuto ieri. Appare difficile credere che Pechino possa attaccare l’isola con tanta solerzia. Ma è evidente anche il fatto di voler lanciare agli Stati Uniti dei messaggi precisi e decisamente non pacifici. Che potrebbero essere sintetizzati con un laconico “non ci intralciate, o reagiremo”.

Alberto Celletti

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