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Roma, 28 set – Non ci sono riusciti con lo ius soli, ci riprovano con lo ius culturae. Ma la sostanza non cambia. A mutare è solo l’assetto del governo, che pur mantenendo uno dei protagonisti in campo (il M5S) ha decisamente virato a sinistra. Per la gioia di Laura Boldrini – recente transfuga verso il Pd – e sodali, Papa Francesco in primis, che possono lanciare di nuovo la loro crociata per la cittadinanza aperta a tutti.

Ritorna lo ius soli

La trattativa, come previsto, si snoda attorno alla decurtazione dei parlamenti. Meno seggi tra Camera e Senato per accontentare le richieste grilline, in cambio lo ius soli caro a Pd e LeU. In quest’ordine. Se il taglio degli scranni è stato calendarizzato, a breve lo sarà anche la riforma della cittadinanza. La quale, alla Camera, già scalpita in commissione Affari Costituzionali dove il suo esame inizierà il prossimo 3 ottobre.

Il testo riprende quanto messo nero su bianco da LeU lo scorso autunno. Il relatore era Roberto Speranza, oggi divenuto ministro nel governo giallofucsia. Nuovo relatore sarà Giuseppe Brescia del M5S, con Laura Boldrini prima firmataria della proposta che prevede la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati che abbiano concluso un ciclo di studi in Italia, a prescindere dal luogo di nascita. Le maglie di questo “ius culturae”, dunque, potrebbero persino essere più larghe rispetto allo ius soli sul quale si era dibattuto al termine della scorsa legislatura.

Esulta la sinistra

Il tema, pur essendo estremamente divisivo stando ai sondaggi (i quali non sono univoci ma tendono ad escludere che la maggioranza degli italiani siano d’accordo), trova invece piena sintonia nelle frange di sinistra dell’esecutivo.

“Se per tagliare i parlamentari ci vogliono solo 2 ore, come dice spesso Di Maio – ha spiegato l’ex presidente del Pd e deputato Matteo Orfini – per fare lo ius soli ci vogliono solo pochi giorni. Pochi giorni per restituire un diritto negato a tante persone”. Parole alle quali si è accodato anche Matteo Renzi, che con la sua neoformazione Italia Viva rilancia: “La battaglia sullo Ius Soli non può essere una battaglia su cui si cambia idea, a seconda dei sondaggi”.

Nicola Mattei

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3 Commenti

  1. La maggioranza degli italiani non vuole quella legge.
    Questa con il 3% di preferenze chi cazzo si crede di essere e che cazzo vuole?!

  2. Queste leggi non le vogliono neppure i migranti
    A loro la cittadinanza potrebbero comportare più obblighi che diritti.

  3. La DESTRA prometta ai cialtroni usurpatori che hanno strappato il futuro agli Italiani, una cosa semplicissima: “fate pure le porcate che vi pare!… Se, e quando, torneremo a governare con una maggioranza plebiscitaria, cancelleremo fini all’ ultima virgola tutti i vostri scempi. A coloro che hanno beneficiato delle vostre porcate, verrà tolto tutto, come se non l’ avesse mai avuto. A cominciare dalle “cittadinanze” elargite alla negranza. Questo bisognerebbe promettere. E FARE!!!

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