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Roma, 6 giu – Il governo del premier Giuseppe Conte, dopo aver incassato ieri la fiducia del Senato, ottiene oggi quella della Camera con 350 voti a favore, 236 contrari e 35 astenuti. Conte ha incassato 4 voti in più rispetto a quanto previsto. Nel pomeriggio però non sono mancate le tensioni tra le forze di opposizione e il primo ministro, che ha tuonato sul conflitto di interessi definendolo una “vexata quaestio in questo Parlamento”. Di conseguenza “cercheremo di riprendere in mano questa questione, lo faremo al più presto. E i vostri interventi volti a interrompermi dimostrano che ciascuno ha il suo conflitto o pensa di avere il proprio conflitto”. Parole che non sono piaciute ai deputati Pd, a cui però Conte ha replicato: “Sono stato frainteso, non sto accusando nessuno ma dico che è negli interstizi della società a qualsiasi livello”.
Il premier ha tentato poi di spiegare come affronterà le questione care al contratto di governo firmato da Lega e M5s: “Noi, nell’immigrazione come nella scuola non arriviamo per stravolgere ciò che è stato fatto, in materia di buona scuola abbiamo ragionato con tanti stakeholders, ci sono criticità su cui vogliamo intervenire”.
“Dobbiamo cercare di riappropriarci del ruolo della politica”, ha detto Conte, specificando che “questo vuol dire che la politica si riappropria della guida e non parlo di un progetto di dirigismo economico, in cui gli imprenditori seguono solo un progetto, ma dico che in queste Aule e dal governo vogliamo tracciare una linea di sviluppo perché abbiamo un progetto di futuro: di innovazione tecnologica, di società e imprese attente all’impatto delle iniziative economiche sull’ambiente e ai diritti dei lavoratori”.
L’unico colpo di scena, o per meglio dire di teatro, è arrivato da Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte e parlamentare di Forza Italia ha dichiarato che voterà la fiducia al governo: “Dove c’è il disordine io prospero, e quindi voterò la fiducia”. Sgarbi si è poi rivolto direttamente a Conte: “Lei è un vicepremier di due vicepremier – ha detto il deputato di Fi – non è stato incaricato da Mattarella ma da Di Maio. E Salvini ha avuto l’incarico da Berlusconi”.
Alessandro Della Guglia

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