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Londra, 16 mar – L’epidemia di coronavirus in Gran Bretagna durerà fino alla primavera del 2021 e potrebbe causare mezzo milione di morti e il ricovero in ospedale per 7,9 milioni di persone. A lanciare l’allarme è un rapporto riservato del Public Health England (Phe) per alti funzionari del Sistema sanitario nazionale britannico (Nhs) di cui è entrato in possesso il Guardian. Numeri che fanno paura a tutta l’Europa e ipotesi che se confermate getterebbero nuova luce sulla durata della pandemia. Infatti dopo un calo in estate, il virus potrebbe ripresentarsi in autunno, come fanno le normali influenze.

“Contagiato l’80% della popolazione”

Altro dato preoccupante è che secondo queste stime “l’80% della popolazione sarà contagiato da Covid-19 nei prossimi 12 mesi“, si legge nel documento. Il professor Chris Whitty, principale consulente medico del governo, nei giorni scorsi aveva indicato questa percentuale come lo scenario peggiore, ritenendo che il numero reale sarebbe risultato inferiore. Invece questo rapporto afferma che i quattro quinti della popolazione britannica contrarrà il virus.

“Si ammaleranno 500 mila persone del sistema sanitario”

Nel documento si stima che il servizio sanitario non potrà far fronte a tutte le persone con sintomi che devono essere sottoposte a test perché i laboratori saranno intasati dalle richieste. E che quindi verranno testati solo i malati molto gravi che sono già in ospedale e le persone nelle case di cura e nelle carceri in cui è stato rilevato il coronavirus. A tal proposito, il rapporto rivela che circa 500 mila addetti dei 5 milioni di persone ritenute vitali perché lavorano “in servizi essenziali e infrastrutture critiche” si ammaleranno durante l’epidemia. Tra i 5 milioni di operatori ci sono un milione di dipendenti del sistema sanitario e 1,5 milioni di addetti all’assistenza sociale.

“Potrebbero morire oltre 500mila persone”

Una figura di alto livello del Ssn britannico, riporta il Guardian, ha affermato che un tasso di contagio dell’80% potrebbe portare alla morte di oltre mezzo milione di persone. Se il tasso di mortalità dovesse risultare dell’1% – così come molti esperti ritengono –  si verificheranno 531.100 decessi. Ma se – come ripete da tempo Whitty – il tasso di mortalità sarà più vicino allo 0,6, le vittime saranno 318.660.

“Contagi saliranno rapidamente nelle prossime 10-14 settimane”

Whitty, basandosi sulle proiezioni elaborate da esperti sia britannici che di tutto l mondo, afferma che i contagi saliranno rapidamente nelle prossime 10-14 settimane. Ciò significherà un picco tra la fine di maggio e la metà di giugno, quando il sistema sanitario subirà una forte pressione. La strategia di tutti i Paesi colpiti dalla pandemia è quella di ritardare quel picco e allungarlo per un periodo di tempo più lungo, in modo che i servizi sanitari siano in grado di fronteggiare l’emergenza al meglio. Con l’auspicio che per allora saranno disponibili nuovi trattamenti per il Covid-19. Anche se per un vaccino ci vogliono circa 18 mesi. Dopo il picco, si prevede che contagi e decessi diminuiranno per 10 settimane o più, fino a raggiungere un livello abbastanza basso. Ma resta il timore che il virus possa ripresentarsi nei mesi autunnali o invernali, il che significa che sarà necessaria una pianificazione a lungo termine.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. …e agli italiani che ne frega….tutti rintanati, come topi, con il reddito di cittadinanza e canti e balli sul balcone..”CHISTO È O PAESE DO SOLE…..”

  2. Buongiorno, grazie per la puntuale e obiettiva informazione, vi seguo spesso con piacere,
    vorrei leggere l’originale in inglese dell’articolo citato del Guardian,
    non ho trovato link qui sopra, potete girarmelo? grazie.

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