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Londra, 23 apr – Ryanair “non tornerà a volare” se sarà obbligata a tenere i sedili di mezzo vuoti per mantenere le distanze di sicurezza contro il coronavirus.
Intervistato dal Financial Times, il proprietario della low cost irlandese, Michael O’Leary, ha sottolineato che “sarebbe impossibile guadagnare denaro con un tasso di riempimento del 66%“. Secondo O’Leary, si tratterebbe di “un’idea idiota che in ogni caso non darebbe alcun risultato“. La sua compagnia insomma non si conformerà “alle stupide regole di distanza sociale“.



“Non possiamo guadagnare con queste riduzioni di carico”

O’Leary fa presente che se i governi insisteranno sulle misure di distanziamento (come peraltro sta facendo l’Italia) il modello di business di Ryanair, che si basa su prezzi bassi e spazi occupati dal maggior numero di persone, non reggerà il colpo: “Non possiamo guadagnare con queste riduzioni di carico – sottolinea O’Leary -. Se il governo irlandese introduce le norme previste, o ci paga il posto in fila centrale o non voleremo più”. Peraltro, sottolinea il patron della più famosa low cost europea, “anche se proibisci l’occupazione del posto centrale ciò non basta a garantire il distanziamento sociale, quindi è una specie di idea idiota che non ottiene nessun risultato”. Dal canto suo, O’Leary ha invitato il settore a ispirarsi alle compagnie aeree asiatiche che per ora impongono diverse misure di sicurezza, costringendo i passeggeri a indossare mascherine e controllando la loro temperatura in aeroporto. Ma ammette che si tornerà alla normalità non prima dell’estate 2021.

Corte giustizia Ue: obbligo trasparenza per prezzi volo

Vedremo quindi come Ryanair si porrà rispetto alle misure di sicurezza imposte dal governo italiano. Intanto per la compagnia arriva una brutta notizia dalla Corte di giustizia europea proprio riguardo al nostro Paese. I vettori aerei devono indicare, sin dalla pubblicazione delle loro offerte di prezzo su Internet, l’Iva applicata ai voli nazionali nonché le tariffe per il pagamento con carta di credito. Devono anche indicare gli oneri di web check-in qualora non sia proposta alcuna modalità alternativa di check-in gratuito. Ryanair pertanto ha l’obbligo di far figurare nelle sue offerte on line, sin dalla prima indicazione del prezzo (ossia nell’offerta iniziale), la tariffa passeggeri nonché, separatamente, le tasse, i diritti ed i supplementi inevitabili e prevedibili. Per contro, è soltanto all’inizio del processo di prenotazione che deve comunicare i supplementi di prezzo opzionali in modo chiaro e trasparente. Lo stabilisce la Corte di giustizia Ue pronunciandosi sul ricorso della low cost contro l’Antitrust, che aveva multato la compagnia per pratica commerciale sleale perché aveva pubblicato sul proprio sito prezzi ritenuti incompleti di alcuni dati.

Ludovica Colli



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1 commento

  1. Che le regole di distanziamento
    In aeroplano non servano a niente per contrastare la diffusione del codiv-19,concordo con il signor O’Leary.Ma che queste regole causerebbero Ryanair di non poter guadagnare è un pretesto per non adempire alle misure di di sicurezza imposte dal governo Italiano.Comunque
    Quando vola in italia la compagnia irlandese deve obbedire le nostre leggi.Poi quando va altrove faccia quello che vuole! Incominciamo a farci rispettare in Europa,Basta
    fare i prepotenti con l’Italia.
    Inoltre,tutti gli addetti ai lavori o chiunque abbia passato molto tempo a volare con varie compagnie aeree come me,sa benissimo che il profitto per una compagnia aerea viene dal cargo, non da i passeggeri.Se le compagnie aeree dovessero campare sul prezzo del biglietto dei passeggeri,credo che fallirebbero tutte.
    Ma questo è diventato un mondo di persone che sparano cazzate nella speranza che siamo tutti ignoranti!

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