Copenaghen, 4 dic – Un’isola per richiedenti asilo che hanno commesso reati e per immigrati che non hanno diritto di rimanere in Danimarca ma che per motivi legali non possono essere rimpatriati. A dare l’annuncio il ministro delle Finanze, Kristian Jensen.

Gli immigrati saranno confinati di notte sull’isola disabitata di Lindholm, a 2,5 chilometri a largo delle coste danesi, e tra questi ci saranno sia i richiedenti asilo che hanno commesso reati, sia coloro che hanno visto respingere la propria domanda di protezione umanitaria ma che per motivi legali non possono essere rimpatriati.

La decisione del governo ovviamente ha scatenato le proteste dell’opposizione che parla di “collasso umanitario”. A stracciarsi le vesti anche le Ong che gestiscono l’accoglienza degli immigrati.

Festeggia, invece, il Partito del popolo danese (Dansk Folkeparti, Df), formazione di estrema destra sovranista ed euroscettica il cui appoggio all’esecutivo del primo ministro Lars Løkke Rasmussen è fondamentale per la tenuta del governo.

Il ministro assicura che gli immigrati “non saranno imprigionati. Ci sarà un battello che farà la spola da e per l’isola. Il traghetto, però, non effettuerà viaggi per tutto il giorno, quindi queste persone di notte dovranno essere di nuovo al punto di partenza. In questo modo, controlleremo meglio dove si trovano“.

Intanto, su Twitter, il profilo ufficiale del Df ha pubblicato un cartoon che raffigura uno straniero dalla pelle scura, che dall’abbigliamento sembra essere di religione musulmana, scaricato da un traghetto su un’isola deserta. L’animazione è accompagnata dalla scritta “Espulsi, i criminali stranieri non hanno motivo di rimanere in Danimarca. Fino a quando non riusciremo a liberarcene, li trasferiremo sull’isola di Lindholm. Saranno obbligati a rimanere nel nuovo centro di espulsione durante la notte e ci sarà la polizia tutto il giorno. Grande!“.

Gli ospiti dell’isoletta di soli sette ettari dovrebbero restare lì fino a quando non verrà trovato un accordo con i rispettivi Paesi di origine per rimpatriarli.

Adolfo Spezzaferro

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  1. Alla prima occasione se la daranno a gambe giacché possono razzolare per tutto il giorno sulla terraferma prima di imbarcarsi sul traghetto. E’ già qualcosa, ma l’isola non la dovrebbero proprio lasciare (almeno i criminali). Potrebbero internare anche i comunisti locali pro terzomondo… in fondo a che servono ?

    • Forse è proprio ciò che i danesi si augurano:
      veder fuggire (dalla Danimarca) tutta quella colorita ciurmaglia, togliendosi il pensiero e l’onere
      di “riaccompagnarla” nelle patrie terre.
      Non è una cattiva idea, quella di spingerli ad andarsene di propria volontà e senza peraltro pagargli il biglietto.

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