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Milano, 25 set – Un altro rappresentante delle forze dell’ordine aggredito da uno straniero mentre cercava di fermarlo. E il numero di questi attacchi è destinato ancora a crescere. E’ successo a Milano, dove un marocchino ha mandato all’ospedale un agente della Polmetro che lo stava inseguendo dopo aver derubato un bambino di dieci anni.

La vicenda ha avuto luogo la scorsa domenica mattina, verso mezzogiorno, sopra un vagone della Metro 1 diretta a Sesto San Giovanni. Il nordafricano ha scorto il bimbo mentre giocava con il proprio smartphone e con uno scatto gli si è avventato contro, derubandolo del dispositivo. Sceso in tutta fretta alla fermata di Loreto, ha cominciato a correre sulla banchina, inseguito dal padre del minore, che con le sue grida ha richiamato l’attenzione degli altri viaggiatori che hanno così contattato gli agenti di polizia in servizio sulla tratta.

Alcuni poliziotti si sono così lanciati all’inseguimento del magrebino, raggiungendolo in breve tempo. Ma lo straniero era ben deciso a non farsi fermare e ha opposto resistenza all’arresto, scagliandosi con pugni e calci contro i rappresentanti delle forze dell’ordine e ferendone uno. Dopo una intensa colluttazione, per il ladro sono infine scattate le manette, ed è stato condotto in centrale ed identificato. Sarebbe un 28enne marocchino, detenuto nella casa circondariale di San Vittore (Milano) con l’accusa di furto aggravato e di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dieci giorni di prognosi invece per l’agente Polmetro coinvolto nell’aggressione, che ha dovuto ricorrere alle medicazioni del pronto soccorso.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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