Roma, 7 set – Perché gli immigrati delinquono così tanto? Semplice, perché una parte di loro è già composta da… delinquenti. Secondo un reportage di Gianluca Veneziani, che è andato a verificare la situazione all’hotspot di Lampedusa e ne ha poi parlato su Libero, fra gli immigrati clandestini sbarcati negli ultimi mesi sulle nostre coste ci sono tantissimi “ex galeotti, appena rimessi in libertà dal governo tunisino e lasciati nelle condizioni di imbarcarsi in direzione Italia”. Ecco un buon modo, da parte del Paese nordafricano, per liberarsi delle mele marce: farle venire in Italia. Tanto si sa che noi ci pigliamo tutto. Oltre il danno, poi, la beffa: non solo ci mandano i criminali, ma poi li usano come arma di ricatto, chiedendo più aiuti e più soldi per non inondarci di questa gente. Geniale.

“Il loro arrivo – leggiamo su Libero – coincide infatti con la liberazione di detenuti, perlopiù per reati di furto o spaccio, graziati dal presidente della Repubblica di Tunisia in occasione di due ricorrenze: la fine del Ramadan a giugno (allora in 196 sono stati scarcerati) e il 60mo anniversario della Repubblica a luglio, come conferma anche l’Ambasciata italiana a Tunisi (in quella circostanza 1.583 detenuti sono stati rimessi in circolo)”. I dati riportati nell’articolo sono impressionanti: stando ai dati dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento, nelle isole di Lampedusa e Linosa sono arrivati negli ultimi tre mesi ben 341 tunisini su un totale di 1.319 clandestini.

Non solo: molti dei clandestini, una volta sbarcati riescono a dileguarsi senza farsi identificare. E anche quelli che finiscono nell’hotspot trovano infinite vie di fuga. Secondo le forze dell’ordine, Lampedusa è quindi diventata “un carcere a cielo aperto”, con pesanti ricadute anche sull’ordine pubblico e la sicurezza. Ma tranquilli, Minniti ha tutto sotto controllo.

Roberto Derta

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