Ankara, 10 ott – Se l’Unione europea ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra “operazione” militare, “apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi“. E’ la minaccia del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, rivolta alla Ue in un discorso ai leader provinciali del suo Akp. A meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione militare “Fonte di pace” nel nord est della Siria, “109 terroristi sono stati uccisi” dai raid delle forze armate turche, ha affermato Erdogan.  Al mondo intero “voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione” della Siria nordorientale dopo l’operazione militare avviata dalla Turchia, assicura Erdogan. Il governo siriano del presidente Assad dal canto suo condanna l’invasione turca come “aggressione criminale” e la comunità internazionale chiede ad Ankara di interrompere l’offensiva volta a eliminare le milizie curde, considerate dal governo turco “organizzazioni terroristiche”.


Mosca: “Operazione militare turca in Siria è risultato delle azioni degli Usa”

L’operazione militare della Turchia nel nord est della Siria è il risultato delle azioni degli Stati Uniti in quell’area. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato da Interfax, con un chiaro riferimento al ritiro delle truppe Usa dall’area deciso dall’amministrazione Trump. La Russia promuoverà il dialogo “tra Damasco e Ankara” alla luce dell’operazione turca in Siria, assicura Lavrov. “Abbiamo motivi per credere che soddisferà gli interessi di entrambe le parti”, ha affermato Lavrov. Allo stesso tempo la Russia “promuoverà i contatti tra Damasco e i gruppi curdi che rinunciano all’estremismo e alle tattiche terroristiche”, chiarisce il capo della diplomazia russa.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Un meraviglioso terremoto scala 7 in turchia e che nessun aiuto arrivi dalla comunita’ europea sarebbe meraviglioso.Il signore e’ buono e giusto accogliera’ la richiesta . Scala 7 entro natale.

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