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Roma, 17 feb – “Euro irreversibile” e “cessione di sovranità“, sono le parole d’ordine del premier Mario Draghi nel suo primo intervento al Senato. “Oggi l’unità non è un’opzione, è un dovere“: così il presidente del Consiglio nell’Aula di Palazzo Madama chiede la fiducia al suo governo per la “ricostruzione” come quella del Dopoguerra. Un governo che nasce per battere la pandemia con “spirito repubblicano”. L’ex presidente della Bce spende molte parole (qui il discorso integrale) per ribadire il dovere delle forze politiche a sostenere il suo esecutivo in questa grave emergenza causata dalla pandemia e dalla crisi economica che ne è scaturita. Ma i passaggi chiave tradiscono l’impostazione totalmente filo-Ue (come poteva essere altrimenti, d’altronde) sul fronte delle politiche economiche.



Il programma di governo e i paletti alla Lega

Tuttavia Draghi invia anche chiari segnali ai partiti della maggioranza, come quando parla di “irreversibilità” dell’euro” in risposta al leader della Lega Matteo Salvini. “Governo europeista e atlantista“, ripete più volte per ribadire l’impostazione del suo esecutivo. Nel programma poi tutto ruota attorno alla tutela dell’ambiente, come chiesto dalla Ue. Lo stesso dicasi per le tre grandi riforme: fisco, giustizia civile e pubblica amministrazione, richieste dalla Ue come conditio sine qua non per usare al meglio i miliardi del Next generation Eu.

Priorità la lotta alla pandemia

Draghi parla in Senato sottolineando quanto sia emozionato per la grande responsabilità di cui è investito. “Il dovere cui siamo chiamati tutti: combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare la vita dei cittadini. In trincea siamo tutti insieme perché il virus è nemico di tutti“, afferma il premier. Poi il “pensiero partecipato e solidale a tutti coloro che soffrono per la crisi economica scatenata dalla pandemia. Conosco il loro enorme sacrificio, faremo di tutto per farli tornare prima possibile alla normalità delle loro professioni”, annuncia.

Applausi e “buuu” quando il premier ringrazia Conte

Applausi e anche tanti “buuu” quando il premier ringrazia il suo predecessore Giuseppe Conte, “che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduta dall’unità d’Italia”. Poi precisa che il suo governo non ha bisogno di aggettivi: “Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso responsabilità che lo sostengono”. Ai partiti chiede una “rinuncia per il bene di tutti”. E’ questo, dice, lo “spirito repubblicano di un governo che nasce in emergenza”. Draghi inoltre chiarisce che il suo governo “non nasce dal fallimento della politica. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai in un nuovo perimetro ne fa uno avanti, nel rispondere ai bisogni del Paese”.

Draghi chiede il sostegno convinto del Parlamento

Il premier si rivolge al Parlamento come attore principale, che ha la responsabilità della riuscita del suo governo. E chiarisce: “Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. È un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un Paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia”.

“Gli ancoraggi storici dell’Italia: Ue, Nato, Onu”

Sul fronte della politica estera spiega che “nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza atlantica, Nazioni Unite“. Per l’Italia sarà necessario “strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania”. “Ma – prosegue – occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato Nato”. Infine un richiamo, preoccupato (e che la dice lunga), alla Russia. “L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri Paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati”, sottolinea Draghi.

Le priorità per far ripartire il Paese

Per quanto riguarda il programma di governo, le priorità per ripartire sono la campagna vaccinale, la scuola e il potenziamento degli istituti tecnici, un nuovo modello di turismo, la parità di genere, il rilancio del Mezzogiorno, gli investimenti pubblici e poi, ovviamente, il Next generation Eu, i miliardi Ue del Recovery plan. Infine, il capitolo delle riforme. Sul fisco, in particolare, Draghi anticipa una riforma radicale dell’Irpef e di interventi sulla leva e sulla progressività fiscali. Poi certo, la giustizia civile dovrà funzionare e la Pa dovrà eliminare sprechi e lungaggini.

“L’Italia deve cedere sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa”

Ma le parole che più pesano riguardano quelle sulla sovranità. “Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa“. Gli italiani sono avvisati, d’altronde il curriculum di Draghi parla chiaro.

Adolfo Spezzaferro  



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12 Commenti

  1. cominciamo bene…..
    se le premesse sono queste,
    andrà a finire in uno strappo traumatico,quando
    noi italiani andremo alle urne:

    perchè questa europa NON ha fatto niente per farsi amare,
    e tanto per farsi odiare.

    e francamente,ne abbiamo piene le palle di sentirci dire,nato ue e onu
    da mane a sera,che ci ronzano nelle orecchie come tanti tafani in estate.

    parlate di unione europea?
    dov’era questo schifo di unione,quando avete demolito la grecia?
    dov’era quando la germania si accaparrava le prime dosi di vaccino,agendo per conto suo?
    dov’era quando avete salvato le banche tedesche,francesi e belghe con aiuti di stato e poi non avete permesso all’italia di fare altrettanto?
    dov’era quando la francia ha aggredito la libia e assassinato gheddafi
    per scalzare il nostro paese dall’amicizia e dalle risorse libiche…
    e poi si lava le mani degli immigrati clandestini che partono dalle stesse coste del paese che
    ha destabilizzato?

    DOV’ERA LA UE?

    chi credete di prendere in giro,quando parlate di recovery fund che sarà pagato dalle nostre tasse future…
    ma dovrà essere impiegato come vuole la ue,e non come vogliamo noi cittadini italiani?
    non vi illudete:
    nulla di tutto questo sarà dimenticato,
    e nulla resterà impunito:
    prima o dopo ci andremo pure,al voto.
    e da dentro la ue,vi daremo cosi tanti calci nel sedere,nelle gengive e negli zebedei
    che VI PENTIRETE AMARAMENTE,di averci costretto a difenderci da voi.

  2. Un altro che vuole lottare contro il virus, cheppalle,.
    Ma quale pandemia, il covid NON esiste, noi narcocapicronisti lo diciamo fieri da sempre.

    Don Ferrante è vivo e lotta insieme a noi !!!

  3. Fabio Crociato, tu che sei l’unico che mi “caghi”, sono preoccupato per il caro e mite Cesare, con quel suo bel sorriso Durban’s e i suoi deliri in stile Pedante. Non è che riusciamo a recuperarlo prossimamente?

    • Ti ho riscontrato perché penso tu sia uno dei filo-venezuelani. Il fenomeno -melange militari e civili- mi incuriosisce (in Venezuela ci sono pure stato), anche se lì lo ritengo realizzato molto maldestramente. I Cesari che conosco o non conosco, con quel nome poi, fanno quello che meglio ritengono.
      Comunque in questa sede, anche per il dovuto rispetto a chi ci lavora, penso che servano solo “commenti” idee, chiarimenti costruttivi, dubbi interessanti…, magari ribadendo con puntualizzazioni. Per uscire dalla narco-politica!
      Il termine “narco” per il resto mi sta parecchio in odio…

  4. andiamo bene…
    voi siete il primato nazionale,giusto?
    nemmeno voi avete il coraggio di pubblicare
    commenti critici e\o scomodi…
    sull’attualità,sulle cronache o sul governo?

    provate a cercarvi le palle,mi sa che ve le siete perse.

    e visto che non le avete più,credo che chiuderò il vostro abbonamento:
    io non voglio sostenere con i miei soldi gente che non
    ha coraggio.

  5. c’è vita anche fuori dall’unione europea. e si respira anche meglio perché non c’è la puzza dei traditori.

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