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Roma, 23 giu – L’ultima, inaccettabile, trovata di Facebook? Censurare una casa editrice. Il social network sta infatti boicottando il libro-intervista a Simone Di Stefano, già segretario del movimento CasaPound Italia, scritto da Valerio Benedetti e con prefazione dell’europarlamentare Antonio Maria Rinaldi. Il libro in questione, Una Nazione – Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea, è edito da Altaforte, che dalla propria pagina Facebook si è vista rimuovere all’improvviso i post che lo pubblicizzavano. Motivo? Il contenuto avrebbe “violato gli standard della community”. Apprendiamo così che un libro è una minaccia per gli insindacabili e oscuri “standard” del social.

Emblematico e al contempo piuttosto inquietante, perché con tutta evidenza con questo modus operandi si straccia la libertà di espressione, facendo oltretutto calare la mannaia su un’operazione culturale. Altaforte ha denunciato quanto accaduto con un apposito post su Facebook: “Quando un libro diventa un reato. Facebook – scrive la casa editrice – ha ha limitato i nostri account e cancellato quasi ogni immagine relativa al libro ‘UNA NAZIONE – Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea’ per una non meglio specificata violazione degli standard. La nostra pagina rischia di essere eliminata per aver pubblicato un libro-intervista a uno dei più credibili portavoce dell’ideale sovranista. Questa la loro libertà di pensiero!”.

Altaforte: “Pronte le diffide a Facebook”

E’ indubbio che prendere di mira in tal modo il libro di un esponente politico, libro in cui oltretutto figura la prefazione di un europarlamentare, è un’operazione degna della peggiore caccia alle streghe. Ed è altrettanto inaccettabile che una multinazionale americana si permetta di valutare arbitrariamente cosa dovrebbe essere pubblicizzabile in Italia. Intanto Francesco Polacchi, editore di Altaforte, ha annunciato che adirà le vie legali. Contattati da Il Primato Nazionale, i legali di Altaforte hanno fatto sapere che la casa editrice tutelerà i suoi diritti nelle sedi giudiziarie. Ma gli stessi avvocati stanno già predisponendo le diffide a Facebook che partiranno nelle prossime ore, per poi nell’immediato depositare il ricorso cautelare.

Alessandro Della Guglia

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