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Catania, 23 ott – Hanno atteso il suo arrivo nel porto di Catania, per poi prenderne possesso e procedere così alla perquisizione dei ponti. Stiamo parlando della Vos Hestia, la nave di Save the Children che, insieme a quelle di altre Ong, “presidia” da anni il braccio di mare fra Italia e Libia fornendo sostegno ai trafficanti di esseri umani.



clandestini save the childrenO almeno questa è l’ipotesi della Procura di Trapani, che insieme a quella del capoluogo etneo conduce da mesi le relative indagini che hanno portato oggi gli uomini del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con gli agenti della squadra mobile di Trapani e i militari della Guardia Costiera, a bordo dell’imbarcazione. Già lo scorso settembre, infatti, il comandante della nave, Marco Amato, era finito nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La stessa che i magistrati trapanesi, dopo aver scoperchiato il mondo dei “salvataggi” in mane con il sequestro della nave Juventa dell’Ong tedesca Jugend Rettet, rivolgono ora a Save the Children nell’ambito dello stesso fascicolo di indagine.

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La perquisizione è scattata a seguito dell’operazione che ha visto un uomo dello Sco imbarcarsi per 40 giorni sotto copertura sulla Vos Hestia, documentando i soccorsi in mare di Save the Children e consorelle. Dalla testimonianza dell’agente sarebbero emersi contatti “sospetti” – se non veri e propri accordi – tra gli equipaggi e i trafficanti, a dispetto delle versioni fornite dalle organizzazioni che assicura(va)no di aver agito sempre in coordinamento con le centrali operative della Guardia Costiera.

Nicola Mattei

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