New York, 23 ott – Il caso Weinstein, che ha letteralmente riempito le cronache dei giornali di tutto il mondo, sta assumendo contorni sempre più grotteschi. Ora, infatti, arriva anche l’accusa di razzismo, perché Weinstein avrebbe molestato solo donne bianche, dimostrando così di discriminare le sue vittime a livello razziale. Il grido di dolore ci giunge da Bim Adewunmi, storica firma di BuzzFeed, il più grande portale di notizie frivole e articoli clickbait. Bim Adewunmi è una blogger e giornalista freelance che si dichiara “esperta di cultura pop, femminismo e razza”. Nel concreto, produce pile di articoli stile Vice. Ebbene la Adewunmi, essendo una donna di colore, è rimasta molto male per il fatto che Weinstein si sarebbe concentrato solo su vittime bianche, le uniche ritenute “scopabili” (sì esatto, questo è il tenore dell’articolo).

Di fatto, l’unica prova a carico dell’accusato che la blogger riesce a produrre è la seguente: pare che nel 1998 il regista scozzese Michael Caton-Jones – recentemente intervistato da BuzzFeed – avesse proposto a Weinstein di scritturare l’attrice di colore Sophie Okonedo nel ruolo di protagonista per il film B. Monkey (la parte sarebbe poi andata proprio ad Asia Argento). A questo punto, Weinstein avrebbe chiesto al regista: “Per te è scopabile?”. Fine. Nient’altro. Caton-Jones ha commentato: “Non faccio casting in base alle erezioni di Weinstein”. Il problema della razza non viene assolutamente sfiorato, non c’è nulla che faccia pensare che la “scopabilità” della Okonedo dipendesse dal colore della pelle. Eppure, per la blogger femminista e antirazzista, tanto basta per gridare alla discriminazione razziale.

Non avendo nient’altro da dire, infatti, la Adewunmi si concede la solita tirata su una Hollywood che discriminerebbe i neri in favore dei bianchi. Perché questa sembra essere diventata la nuova frontiera dell’antirazzismo al caviale: proporre quote etniche nell’assegnazione dei ruoli e degli Oscar. In effetti, la blogger fa notare che la Miramax e la Weinstein Company avrebbero prodotto negli ultimi 20 anni pochi film che raccontino “storie di donne nere”. Ne conta a malapena una decina – un vero scandalo! – in cui le attrici protagoniste presentano una gradazione di pelle accettabile. Insomma, Hollywood non si impegnerebbe abbastanza nel rafforzare la narrazione vittimistica di certa popolazione afro-americana.

In ogni caso, tanto per non farsi mancare niente in questa ridicola vicenda, l’articolo della Adewunmi si chiude ora con questo post scriptum: “Dopo che questo articolo è stato pubblicato, Lupita Nyong’o ha raccontato la sua esperienza con Weinstein”. Quello che questa sobria postilla non spiega più chiaramente è che l’attrice Lupita Nyong’o, dalla pelle decisamente scura, ha dichiarato per l’appunto di essere stata molestata da Weinstein, praticamente mandando in frantumi la già sconclusionata tesi della blogger. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe quasi da ridere di questo antirazzismo ormai diventato una vera e propria barzelletta.

Elena Sempione

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