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Roma, 23 ott – Emerge un dettaglio inquietante sull’attacco al mercatino natalizio di Breitscheidplatz, a Berlino, avvenuto il 19 dicembre 2016 e che ha portato alla morte di 12 persone e al ferimento di altre 56. Sembra infatti che Anis Amri sia stato istigato a compiere l’attentato da un informatore della polizia nei circoli islamisti tedeschi. Un informatore a quanto pare poco affidabile, a voler pensare bene, mentre a voler pensare male si aprono una serie di scenari inquietanti su una possibile sollecitazione dell’attentato da parte di qualche centro di potere.



Secondo un’indagine a quattro mani svolta dal quotidiano Berliner Morgenpost e dalla radio RBB, il misterioso contatto, il cosiddetto V-Mann (la V sta per Vertrauensperson, persona di fiducia), all’epoca probabilmente pagato in contanti dalla polizia della Nordreno-Vestfalia, durante il 2016 avrebbe cercato tra gli islamisti in via di radicalizzazione della zona tra Dortmund e Duisburg qualcuno disposto a compiere un attentato in Germania. A sostenerlo sarebbe un testimone, ex islamista, anche lui frequentatore dei circoli di Abu Walaa, il predicatore dell’Isis che fu arrestato a novembre 2016 nella regione.

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L’uomo sostiene di potere provare al 100% di essere stato avvicinato dal V-Mann per parlare di un possibile attentato. “Parliamo più di kalashnikov e meno di preghiere”, sarebbe stata una delle sue frasi ricorrenti. Il V-Mann avrebbe inoltre tranquillizzato la polizia fornendole informazioni errate. Tre mesi prima dell’attentato, inoltre, Amri avrebbe ricevuto degli sms da un numero di cellulare del Sudan. A inviare i messaggi che invitavano a compiere una strage era un altro informatore, stavolta spagnolo. Le incognite su questa strage, a quanto pare, si stanno moltiplicando…

Giuliano Lebelli

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