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Roma, 31 lug – Sono tredici le ordinanze di custodia cautelare emesse in seguito alle indagini del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Quattro in carcere, sei domiciliari e 3 obblighi di firma: i colpiti dai provvedimenti sono tutti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.

Il sistema, finemente collaudato, operava in gran parte nella circoscrizione del V Municipio di Roma Capitale, ed era formato da cittadini provenienti da Bangladesh che a scopo di lucro favorivano la permanenza di connazionalbi sul territorio italiano. Nove di essi reclutavano la clientela tra i “nuovi arrivati”, interessati a concludere pratiche amministrative presso l’anagrafe. Il tariffario variava gli 80 e gli 800 euro. Sempre loro curavano i passi successivi, ritirando i certificati di residenza, accendendo o cessando partite Iva, rilasciando finte dichiarazioni fiscali. Del sistema facevano parte anche tre dipendenti dell’Anagrafe capitolina che dietro compensi tra i 50 e i 100 euro per pratica, producevano, tra le varie cose, finti certificati di residenza.

Immischiati nel giro anche altri due italiani, proprietari di case (nelle zone di via di Tor de Schiavi e nel quartiere Casal Monastero), che redigevano contratti d’affitto o di comodato d’uso a soggetti che non risiedevano nei loro immobili. Ad esempio, l’appartamento di via Tor de’ Schiavi era stato locato a 17 immigrati, mentre in un altro caso si arrivava a 32 cittadini stranieri. L’organizzazione istruiva i proprietari degli immobili sulle risposte da dare ai vigili urbani che arrivavano per i controlli.

Cristina Gauri

 

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