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Firenze, 26 nov – Perquisizioni a Firenze e in altre 10 città nell’ambito delle indagini della procura sulla Fondazione Open, di cui era presidente l’avvocato Alberto Bianchi. A riportarlo è Adnkronos. Attiva dal 2012 al 2018, la fondazione era nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra le quali la convention della Leopolda. L’avvocato Bianchi risulta indagato per traffico di influenze illecite tra il 2016 e il 2018. La procura procede anche per reati in violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici. E contesta a vario titolo anche riciclaggio e autoriciclaggio. Oltre che nel capoluogo toscano, per l’indagine sarebbero in corso perquisizioni da parte dei militari della Guardia di Finanza a Milano, Torino, Roma, Napoli, Parma, Bari, La Spezia, Pistoia, Alessandria e Modena. A quanto pare, i soggetti perquisiti sarebbero stati tra i finanziatori della Fondazione Open.

“Open ha agito come articolazione di partito politico”

Alberto Bianchi, 65 anni, uno dei più stretti collaboratori dell’ex premier Matteo Renzi nel cosiddetto Giglio magico, è stato raggiunto da una serie di sequestri il 17, 18, 19 settembre scorsi. Nel suo studio legale, in via Palestro a Firenze, i militari delle Fiamme gialle hanno sequestrato documentazione relativa all’attività della Fondazione Open con l’acquisizione dei nominativi dei finanziatori dell’attività politica dello stesso ente. Dall’esame dei verbali delle operazioni compiute dalla Guardia di Finanza, secondo la ricostruzione della procura, emergerebbe che la Fondazione Open ha agito da “‘articolazione’ di partito politico” nel caso, ad esempio, della corsa di Matteo Renzi alle primarie del Pd nell’anno 2012, in seguito per la costituzione del ‘comitato per Matteo Renzi segretario’ del Pd in occasione delle primarie del 2013. L’azione da ‘articolazione’ di partito politico della Fondazione Open sarebbe ravvisata dalla Procura anche dalla presenza di ricevute di versamento da parte di alcuni parlamentari. Al tempo stesso la Fondazione Open avrebbe anche “rimborsato spese a parlamentari”.

Adolfo Spezzaferro

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