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Roma, 18 ago – Il governo ha deciso: Autostrade per l’Italia è responsabile della tragedia del ponte Morandi e la sua concessione va revocata. La lettera che avvia la procedura è partita e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato l’annuncio con parole durissime: “Il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia“.
Ora l’azienda controllata dai Benetton avrà 15 giorni per le controdeduzioni e, avverte Conte, in ogni caso non gli basterà neanche ricostruire il ponte. A tal proposito il premier è chiaro: “Sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo“. Il premier annuncia poi un “segnale di svolta” per tutti i concessionari di beni pubblici: “D’ora in avanti saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture” e “dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione”. Perché “l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico”, secondo Conte.
A settembre, pertanto, tutti i concessionari dovranno fornire un piano delle risorse per la manutenzione, destinando a questo scopo investimenti proporzionali agli utili.
Per quanto riguarda la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, i tempi saranno lunghi. La commissione ispettiva, istituita dal Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, è già al lavoro e darà il suo giudizio entro trenta giorni. L’ipotesi su cui si lavora è quella del cedimento di un tirante, ha spiegato il professore dell’Università di Genova Antonio Brencich che già due anni fa lanciò per primo l’allarme. L’esperto ha escluso la causa maltempo.
Il governo è convinto che la responsabilità del crollo è da imputare ad Atlantia, ma per rescindere il contratto con la società dei Benetton, deve dimostrare – tra l’altro – che il gruppo non ha risposto ai richiami. Infatti, la convenzione siglata nel 2009 prevede che il contratto possa decadere se “perdura la grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti”. La legge sulla trasparenza amministrativa prevede che il concessionario abbia 90 giorni per adempiere gli obblighi, poi altri 60 giorni se ci sono contestazioni.
Ebbene, Autostrade contesta di non aver avuto a disposizione i cinque mesi di tempo previsti. Ieri il ministero delle Infrastrutture ha precisato che l’ultima contestazione di inadempimento ad Autostrade per l’Italia risale al 28 giugno scorso, pertanto è falso che non siano state sollevate contestazioni di inadempimento nei confronti della società. “La società è stata destinataria, solo nel 2017, di 5 contestazioni di inadempimento” e “sono attualmente pendenti 25 ricorsi attivati da Autostrade per l’Italia”, precisa il ministero. In ogni caso, il governo dovrà comunque raccogliere le controdeduzioni di Autostrade, che verranno presentate quando il lavoro della commissione sarà terminato.
Ma non finisce qua, una volta revocata la concessione, Autostrade potrà fare ricorso alla giustizia amministrativa. Quindi prima il Tar e poi, nel caso, il Consiglio di Stato. Dal canto loro, avendo ampia disponibilità economica, i Benetton a quanto pare si sarebbero affidati a uno dei più famosi studi legali italiani, Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.
Ma al di là dell’esito della battaglia legale, resta la responsabilità della tragedia. Così come restano le prove inconfutabili che a fronte di profitti enormi, i Benetton non hanno investito abbastanza per prevenire il crollo del ponte Morandi.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Si devono vergognare! Le infrastrutture vanno manutenzionate a prescindere! Primo perchè devono essere sicure, e secondo perchè non sono di tua propietà ma in concessione.
    Ancora una volta si dimostra che se le infrastrutture fossero controllate e gestite centralmente dallo Stato (UN VERO STATO, UN VERO GOVERNO) queste cose non succederebbero o per lo meno siccome si ha il controllo diretto si interverrebbe in anticipo ( vedi la LIbia porto non sicuro!!).
    Che gli piaccia o meno dal dopoguerra ad oggi hanno solo fatto in modo di demolire e appendere a testa in giù tutto il buono che è stato creato…per il resto aria fritta…

  2. Solidarietà al Governo e grazie alla chiarezza e determinazione con cui si è espresso il Presidente del Consiglio Conte!
    I benetton possono essere tutelati anche dall’avv. Azzeccagarbugli ma la concessione la perderanno e le Autostrade torneranno statali, speriamo che si possa minimizzare il piu’ possibile l’indennizzo a favore dell’attuale atlantia e che questo caso infame di “libero mercato” sia un monito per altre forme speculative e spregiudicate di agire contro gli interessi della Nazione e le vite degli italiani.

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