Roma, 13 giu – Gli italiani non fanno più figli, tanto da aver stabilito un nuovo record negativo. Nel nostro Paese continua il calo delle nascite, in atto dal 2008: per il terzo anno consecutivo, secondo i dati Istat, nel 2017 i nati sono stati meno di mezzo milione (458.151, 15mila in meno rispetto al 2016), 68mila dei quali stranieri (il 14,8% del totale). Si tratta del nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. Il calo si registra in tutte le Regioni, ma è più accentuato al Centro.
Viceversa, i decessi sono stati quasi 650mila, circa 34mila in più rispetto al 2016, proseguendo il generale trend di crescita, rilevato negli anni precedenti, dovuto all’invecchiamento della popolazione. Al 31 dicembre 2017 l’Italia contava 60.483.973 persone, di cui più di cinque milioni di stranieri, pari all’8,5% della popolazione italiana (10,7% al Centro-nord, 4,2% nel Mezzogiorno).
In generale l’andamento demografico ha registrato un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 200mila unità. Ovviamente, gli stranieri i figli li fanno eccome. Per loro il dato naturale risulta positivo per i cittadini stranieri (quasi 61mila unità). Preoccupante invece il dato degli italiani: il deficit è molto ampio e pari a 251.537 unità.

Come se non bastasse, l’analisi della Coldiretti sul bilancio demografico aggiornato dall’Istituto statistico mette in evidenza che oltre mezzo milione di italiani hanno lasciato il Belpaese negli ultimi cinque anni cancellandosi dalle rispettive anagrafi di residenza. Questo spiega ulteriormente il calo della popolazione per effetto della riduzione delle nascite ma anche per la crescita progressiva dell’emigrazione all’estero tra gli italiani, di cui moltissimi giovani. Il 34% degli under 35 anni in Italia si dice disposto a cambiare nazione per trovare un impiego e un 22% è convinto che il proprio futuro sarà all’estero, anche se una ridotta minoranza (14%) ha già avuto esperienze lavorative in un’altra nazione secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè. “In un Paese vecchio come l’Italia la prospettiva di abbandono evocata dai giovani italiani è una perdita di risorse insopportabile se si vuole tornare a crescere – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvol’emigrazione giovanile è una sconfitta per tutti, dal mondo scolastico a quello imprenditoriale, dalle famiglie alle istituzioni“.
In questo scenario – sottolinea la Coldiretti – l’agricoltura rappresenta una speranza e una risorsa per le nuove generazioni, infatti cresce del 6% il numero di imprese agricole italiane condotte da under 35 che vedono nel cibo made in Italy nuove e interessanti prospettive di futuro dai campi alla tavola, portando l’Italia al vertice in Europa per numero di aziende condotte da giovani. L’Italia – conclude l’associazione – con 55.121 imprese agricole italiane condotte da under 35 è al vertice in Europa nel numero di giovani in agricoltura.

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