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Ventimiglia, 27 giu – Sono almeno 400 gli immigrati in fuga nei boschi sopra Ventimiglia, quelli che costeggiano il fiume Roja. Sono per lo più sudanesi che vivevano lungo il greto del fiume. Nella notte sono partiti, in direzione Francia, dopo che il sindaco di Ventimiglia ha emesso l’ordinanza di pulizia dell’argine, che da mesi era diventato il bivacco di profughi in attesa di varcare il confine.



Nell’ordinanza gli immigrati erano invitati a spostarsi spontaneamente, per consentire la bonifica dell’area dal momento che rifiuti e sporcizia avevano generato una pesante situazione igienica, che con il caldo non faceva che peggiorare e rischiava di generare focali epidemici. Ma così non è stato: “Vogliamo andare in Francia, l’Europa deve intervenire o staremo qua fino alla morte” la loro risposta, forti del fatto che a casa loro, in Darfur la guerra c’è e loro hanno bisogno di protezione..

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A guidare gli immigrati nel tentativo di attraversare il confine francese ci sono alcuni attivisti tedeschi dell’organizzazione No Borders. Quando la polizia ha cominciato le operazioni di evacuazione della zona, ha cercato di disperdere i profughi con il lancio di fumogeni, ma in molti si sono inerpicati su per i boschi e hanno fatto perdere le loro tracce.

150 di loro, dopo aver guadato il fiume, attraversato boschi e sterpaglie e aver percorso mulattiere e sentieri, sono riusciti a passare il confine ma sono stati intercettati dalla gendarmerie francese sulle colline sopra Mentone. Qualcuno è riuscito a scappare e a far perdere ancora una volta le sue tracce.

Nessuno di loro, hanno fatto sapere prima di intraprendere la loro marcia verso la Francia, vuole restare in Italia perché qui, dicono, non avrebbero una vita dignitosa. Per questo hanno preferito percorrere la via dei boschi anziché essere costretti a trasferirsi nel campo della Croce Rossa Italiana, che è al collasso.

Quel che è certo è che a Ventimiglia da quasi tre anni è presa di mira da un’ondata migratoria che sembra inarrestabile.

Anna Pedri

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1 commento

  1. in Italia (ove al netto della criminalità spesso di importazione,è posto abbastanza sicuro) non vogliono stare; una volta in Francia (vedi la “giungla” di Calais) lì non vogliono stare ma andare in Gran Bretagna, e si che anche in Francia -al netto di attentati- di guerre non ce ne sono…

    domandina: eccetto qualche carampana non bellissima (come l’ultima francese Beatrice Huret ) ed il Papa, chi credono di prendere in giro ?

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