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Roma, 3 set – All’indomani del vertice a Palazzo Chigi tra il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e il premier Giuseppe Conte sull’emergenza sbarchi nell’isola, il governatore resta “diffidente” nei confronti di Palazzo Chigi, perché ha sì assunto “diversi impegni” ma non ha fornito “alcuna certezza” sull’assedio continuo di barconi  barchini carichi di clandestini a Lampedusa. “La diffidenza è legittima – spiega Musumeci a Radio Anch’io su Rai Radio1 – poiché dopo dieci anni è stato posto per la prima volta” il tema “umanitario e quello sanitario” delle condizioni di questi “sfortunati”. Ma, precisa il governatore, “siamo soddisfatti a metà, restiamo in attesa e valuteremo uno per uno gli impegni assunti“. In ogni caso, chiarisce Musumeci, “non si è trattato di un baratto” tra agevolazioni per Lampedusa e permanenza degli immigrati in Sicilia, sebbene al largo della terraferma (nelle navi quarantena). In tal senso, per quanto riguarda la ricollocazione dei clandestini, Musumeci contesta i dati secondo cui altri Paesi europei ne accolgono più dell’Italia: “Non sono elaborati in modo corretto”.

Conte si impegna a svuotare l’hotspot di Lampedusa

Dal canto suo, il premier Conte ha respinto le richieste del governatore, invitato a Palazzo Chigi con il sindaco di Lampedusa Totò Martello: “Basta slogan, siamo consapevoli delle difficoltà che state vivendo e della necessità di studiare insieme le soluzioni più efficaci per far fronte a queste difficoltà. Ma sappiamo anche che il fenomeno è complesso da sempre e non bastano gli slogan per affrontarlo, ma sono necessarie iniziative a vari livelli e interventi ben sinergici e ben coordinati”. In sostanza, al netto della consueta fuffa del premier, niente chiusura di tutti gli hotspot in Sicilia. Però il governo si impegna a svuotare quello di Lampedusa con l’invio di cinque navi-quarantena.

Musumeci: “Avanti con ispezioni sanitarie, certi del consenso del Viminale”

Pronta la replica di Musumeci, che su Facebook scrive: “Non sono slogan. È una condizione di illegalità che il governo centrale si è impegnato a rimuovere dopo una nostra presa di posizione ferma e, forse, senza precedenti. Venerdì sarà svuotato l’hotspot di Lampedusa: lo abbiamo chiesto, ci è stato confermato e voglio crederci. Noi intanto da questa mattina lavoriamo a un provvedimento che dia seguito alle ispezioni sanitarie già eseguite (e da eseguire) e che, sono certo, troverà il consenso anche del Viminale. Il diritto alla salute è un bene prezioso. Vale una battaglia di civiltà“. Il governatore quindi intende andare avanti nel suo braccio di ferro con Palazzo Chigi: “Noi non arretriamo di un solo millimetro, abbiamo aperto una breccia in un muro che sembrava di cemento armato“.

In Cdm il decreto per sospendere i pagamenti fiscali a Lampedusa

Conte ha anche accennato ad aiuti economici per fronteggiare la situazione, che lui però non ritiene sia emergenziale, motivo per cui non chiuderà gli hotspot: “Lampedusa, in particolare, merita misure economiche di favore, con specifico riguardo a sospensione di adempimenti e versamenti, anche arretrati – afferma il premier – la sofferenza economica, e non solo, merita una risposta forte dello Stato”. A quanto pare quindi oggi in Consiglio dei ministri sarà approvato un decreto che sospende tutti i pagamenti fiscali fino a dicembre 2021 per i residenti di Lampedusa.

Adolfo Spezzaferro

6 Commenti

  1. ma Musumeci vuole la chiusura degli hotspot per rimandare i clandestini in Africa o per spalmarli in tutta Italia? Io penerei più alla seconda…

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