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Roma, 3 set –  «Nel 2020 l’uomo si sposterà esclusivamente su macchine volanti», erano soliti prevedere gli scrittori di fantascienza nel secolo scorso. La realtà, purtroppo, è piuttosto amara: ci hanno promesso un futuro da Asimov, ma ci ritroviamo dentro la sceneggiatura di Idiocracy. Niente auto volanti nel 2020, quindi: invece dobbiamo accontentarci dei tweet del ministro dei Trasporti e delle Infrastutture De Micheli, che tra le proposte papabili per il ponte sullo Stretto estrae dal cilindro l’ideona della pista ciclabile. Lo ha detto davvero: «Abbiamo istituito una commissione per capire qual è lo strumento migliore per collegare la Sicilia alla Calabria. Per collegarle su ferro, su strada e con una pista ciclabile. L’opera che verrà deve essere sicura ed economicamente sostenibile», ha twittato ieri mattina.

Che stupidi a non averci pensato prima: per fortuna ci sono arrivati quelli del Pd, che nello sposare l’ecologismo, il fetish sfrenato per la sostenibilità ambientale e la completa scollatura dal mondo reale offrono soluzioni concrete e pratiche alla sfida per rendere di nuovo grande il Paese. «Ma sì. Lasciamo quindi da parte le grandi opere infrastrutturali bloccate da decenni – dalla Tav all’autostrada Salerno-Reggio Calabria – e concentriamoci invece sui giocattoli concettuali della decrescita», sembrano suggerire dalle parti di un Partito democratico sempre più grillinizzato.

I follower della De Micheli si sono scatenati – difficile rimanere impassibili senza commentare sarcasticamente: «Potreste installare due scivoli gonfiabili sospesi per aria, uno che scende da Villa San Giovanni a Messina e l’altro in direzione opposta. Così, in caso di terremoto, per chi si trova sul ponte-scivolo il rischio è zero», attacca un utente. «Mi permetto di suggerire uno strumento ulteriore: il ponte tibetano. È economico, eco-sostenibile, e turisticamente bello da vedere. Mi aspetto il governo al completo all’inaugurazione», gli fa eco un altro. «Catapulte o grandi fionde, pensateci», la butta lì un altro follower. Anche noi abbiamo il nostro suggerimento, a questo punto perché non andarci in monopattino elettrico?

Cristina Gauri

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