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Roma, 28 lug – La linea dura del governo contro l’immigrazione clandestina dà i primi frutti concreti. Dalla Libia partono sempre meno immigrati. I numeri parlano chiaro. Secondo le cifre diffuse dall’Oim, è ormai la Spagna il Paese preferito dai trafficanti di esseri umani. La rotta occidentale del Mediterraneo ha superato quella centrale. Questa grande novità sul fronte dell’immigrazione clandestina è evidente anche sulle navi della Marina italiana, impegnata nel pattugliamento dei nostri mari.
Sebastiano Rossitto, comandante della fregata Virginio Fasan, l’ammiraglia della missione che opera di fronte alla Libia da metà 2015 parlando con il Corriere, spiega: “Nel nostro ultimo mese di pattugliamenti ininterrotti dal Canale di Sicilia, le coste della Tripolitania, al largo del Golfo della Sirte e sino alle zone a nord delle acque territoriali della Cirenaica, non abbiamo mai incontrato alcun naviglio di migranti e neppure i battelli delle organizzazioni non governative internazionali. Una situazione che ha caratterizzato le attività delle navi militari di Mare Sicuro anche nel periodo precedente il nostro turno”.

L’inviato del Corriere ha trascorso un’intera giornata a bordo della nostra imbarcazione militare. Ebbene, non è stato intercettato nessun gommone o barcone carico di immigrati.
“In una giornata così un anno fa potevano essere in mare sino a una quindicina di barche con 3.000 migranti. Nel 2013 ne prendemmo a bordo 1.500 in 24 ore”, sottolinea il capitano di corvetta Massino Nava.

“La situazione è completamente cambiata da cinque o sei mesi”, spiega il comandante al quotidiano di via Solferino. Un cambiamento non nelle regole di ingaggio, che rimangono sempre le stesse (“Se ora incontrassimo un battello di migranti, qui in mare aperto, li prenderemmo subito a bordo e non li riconsegneremmo ai guardiacoste libici”), ma nella gestione del problema immigrazione. Ora la Libia è attiva con i suoi guardiacoste, cui tra poco l’Italia dovrebbe regalare altre 12 motovedette. “Per ora l’emergenza appare finita, terminata“, ripete Rossitto.  Il merito è anche degli accordi fatti con la Libia. “I loro sistemi d’intervento sono strutturati, possono mantenere due o tre imbarcazioni sempre pronte in acqua e si dimostrano in grado di bloccare gli scafisti con i migranti prima che escano dalle 12 miglia delle loro acque territoriali”, spiega il comandante.

Ma dietro questo successo italo-libico nella lotta agli scafisti c’è soprattutto la linea dettata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: i porti italiani sono chiusi e nessuno, neppure le Ong, deve interferire col lavoro della Guardia costiera di Tripoli. Spetta a loro prelevare gli immigrati dai barconi e riportarli indietro. Secondo il Contrammiraglio Andrea Cottini, “L’ultima volta che le cinque navi della Mare Sicuro sono state coinvolte direttamente nella questione migranti è stato agli inizi di giugno, quando hanno scortato al porto spagnolo di Valencia i circa 600 imbarcati sull’Aquarius della ong Sos Méditerranée. Altrimenti direi che, almeno per il momento, il problema è radicalmente mutato”.

7 Commenti

  1. in effetti quella delle “migrazioni bibliche inarrestabili” è stato un tipico alibi della sinistra per lasciare carta bianca a scafisti e ONG.
    piccolo particolare assolutamente emblematico: è da un paio di giorni che sto monitorando tramite Vesselfinder la ONG-manicure Team Open Arms…dopo aver fatto su è giù (est-ovest per la precisione) davanti alla costa libica per farsi meglio individuare dagli scafisti, adesso è a punto fermo; queste manovre sono non solo ovviamente incompatibili con le operazioni di salvataggio in mare (in cui si presume il pattugliamento e la navigazione) ma sono anche la prova provata di come radio-naja stia dando i suoi primi frutti:
    appena si è sparsa la voce di finire ora intercettati e rispediti indietro dai Libici o alla meglio di andare in Spagna…sono gli stessi africani a non voler più sputtanare i loro soldi dandoli per nulla agli scafisti.
    PS una cosa mi ha sempre lasciato interdetto sui “famigerati lager libici” ove gli africani subirebbero soprusi di ogni tipo; non ho mai capito perchè mai chi violenta o tortura un africano gli dovrebbe al contenpo lasciare le elevatissime somme di denaro in contanti per pagare gli scafisti in tasca…

  2. Ma veramente qualcuno prende sul serio, in modo così superficiale, questo articolo? E in più ne trae conclusioni certe e accertate.
    Veramente?

    • Egregio Simone,
      mi fa sempre piacere incontrare un esperto in grado di confutare con numeri e prove concrete quanto -secondo lui- non corrisponderebbe al vero in questo invece azzeccatissimo articolo…solo che aspetto gentilmente di leggere numeri e prove concrete al riguardo.
      vorrei inoltre approffittare dell’expertise per capire come sia possibile che un lento naviglio con personale non professionista delle SAR OPS a bordo possa davvero individuare alle prime luci dell’alba in mare aperto un “relitto” costituito da un paiolo in legno e della gomma bucata, la cui assenza di metallo e di massa specifica lo rende perfettamente INVISIBILE agli ausili elettronici di bordo,grazie.

  3. Non penso che questa invasione di clandestini si possa arrestare, non basta quel pover uomo di Matteo Salvini, da solo, se le istituzioni che dovrebbero aiutarlo le ha tutte contro.Ma pensiamo veramente che i poteri occulti, che poi non sono cosi’ tanto occulti perche sappiamo tutti chi sono, si fermino di fronte ad un Salvini qualsiasi? E’ solo una pia illusione. Infatti hanno creato subito una variante: Spagna. Rifflettete popoli solo i patrioti quelli veri possono fermare questa invasione dell’ Italia e dell’Europa e la loro distruzione. Ma questi infami che cosa hanno escogitato: chi e’ contro all’invasione di clandestini e’ un populista, un razzista, un fascista e su questa musica continuano i loro misfatti. Siamo circondati da traditori, coloro che dovrebbero protegerci si sono venduti al nemico e vogliono farci credere che il disastro che stanno combinando sia la nostra fortuna, che siamo obbligati altrimenti saremmo destinati a scomparire pur sapendo che cosi’ facendo ci faranno scomparire molto prima. La nostra gloriosa marina ha lobbligo di difendere i sacri confini della patria, siano essi in mare come per l’esercito in terra, se non ottempera al mandato conferitole viene meno a quel giuramento che ogni marinaio fa’ nel momento che veste la gloriosa divisa. Qui non si tratta di essere razzisti, populisti o altro qui si tratta di vietare la distruzione di millenni di storia,di cultura e di sapere.