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Roma, 1 lug – Se dal mare continuano a sbarcare clandestini sulle coste italiane, sono i flussi di immigrati via terra ad essere meno al centro dell’attenzione mediatica. Eppure i dati parlano chiaro, dalla Slovenia gli arrivi “fantasma” in Friuli sono costanti, pressoché quotidiani. Se da un lato è indubbio che la politica dei “porti chiusi” abbia portato a un netto calo degli sbarchi, il confine con l’ex Jugoslavia sembra invece essere maggiormente poroso. Il cosiddetto pattugliamento misto Italia-Slovenia, già annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, dovrebbe dunque servire a bloccare questi ingressi illegali costanti. Si tratta di controlli, iniziati stamani dall’ex valico di frontiera di Lipizza, nel comune sloveno di Sesana, effettuati dalle Polizie di frontiera slovena e italiana.

Cooperazione transfrontaliera 

In pratica le forze dell’ordine di entrambi gli Stati si troveranno sulle stesse auto, collaborando fianco a fianco per cercare di bloccare il più possibile i flussi. Si prevedono controlli sui tratti di confine delle provincie di Trieste e Gorizia, versante italiano, e di Koper e Nova Gorica, versante sloveno. Il tutto garantito dall’accordo siglato tra il governo di Roma e quello di Lubiana, che prevede una cooperazione transfrontaliera. Nei giorni scorsi è stato firmato, tra i direttori dell’immigrazione e delle frontiere delle due nazioni, un protocollo di attuazione sull’esecuzione di pattuglie miste lungo il confine.

Nel dettaglio la nostra polizia perlustrerà 10 chilometri di fascia confinaria, sia da una parte che dall’altra, assieme a quella slovena. Il tutto dovrebbe quindi “sigillare il confine”, come dichiarato da Salvini, e porre fine quindi alla “rotta balcanica”. Le pattuglie miste ogni settimana saranno quattro, ognuna con a bordo delle auto due agenti italiani e due sloveni. Ogni due settimane è previsto un punto della situazione, per rimodulare eventualmente il modus operandi, sia per quanto riguarda il percorso che relativamente alla frequenza di intervento. Il 30 settembre, con la fine dunque della bella stagione, verrà poi tracciato un quadro definitivo delle attività, che comunque potrebbero essere ulteriormente estese in caso di necessità.

“Tra noi e i nostri colleghi italiani, c’è una buona cooperazione in questa attività di controllo dei rispettivi territori che verrà valorizzata ulteriormente grazie al nuovo protocollo sulle pattuglie miste”, ha dichiarato Vilwiam Toskan, dirigente del dipartimenti di Polizia del distretto di Capodistria. Parliamo quindi di un primo, importante, passo di collaborazione per bloccare i flussi migratori della “rotta balcanica”. Da capire se sarà un passo efficace oppure no.

Eugenio Palazzini

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