Il Primato Nazionale mensile in edicola

Budapest, 21 lug – Non c’è solo l’Austria, pronta a sigillare il confine del Brennero e arrivata a chiedere di non far arrivare sulla terraferma gli immigrati che sbarcano sulle nostre isole a largo della Sicilia. Se quest’ultima poteva sembrare una provocazione, a rilanciarla con forza è il premier ungherese Viktor Orban, che suggerisce di adottare la soluzione più drastica: chiudere i porti alle navi dei trafficanti di esseri umani, comprese quelle ong “finanziate ed appoggiate da George Soros”, ha spiegato.



“L’Italia dovrebbe chiudere i suoi porti” continua Orban, illustrando i contenuti di una lettera che il gruppo di Visegrad – il quartetto formato da Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia che si oppone alle politiche sull’immigrazione portate avanti dall’Ue – ha indirizzato al primo ministro Paolo Gentiloni. “Il flusso immigratorio deve essere fermato in Libia”, si legge nella missiva, nella quale è spiegato che “se non verranno chiusi i porti ai migranti il problema diventerà ingestibile, dato che tedeschi e austriaci chiuderanno presto le loro frontiere”.

Orban si dice pronto, insieme ai leader del gruppo, a collaborare con l’Italia e sostenere la decisione qualora il colpo di mano sui porti venga portato avanti, ipotesi che ad oggi in realtà sembra solo uno spauracchio dal sapore di bluff politico: se Alfano ha, quasi con sdegno, subito respinto al mittente l’idea austriaca di blindare Lampedusa, dove potrà mai trovare il coraggio per rispondere affermativamente al sostegno che arriva dai paesi dell’Est Europa?

Nicola Mattei



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta