Roma, 22 feb — In quel meraviglioso pozzo senza fondo di inclusione e correttezza politica che è la California, insegnanti e accompagnatori di scolaresche uomini trans e non binari, se si identificano come donne, possono dividere il dormitorio con bambine di quinta elementare. E nessuno può opporsi, è la legge. 

Insegnanti non binari dormono con le bambine

Succede, per esempio, alla Weaver Elementary School di Los Alamitos, in California, dove i genitori delle piccole alunne si sono infuriati con il distretto scolastico locale dopo aver appreso che ad alcuni accompagnatori e insegnanti, biologicamente maschi ma identificatisi come «non binari», era stato permesso di dormire nelle camerate in cui soggiornavano bimbe di quinta elementare. Il raccapricciante episodio ha avuto luogo in un campo estivo di scienze organizzato dalla scuola nella Contea di San Bernardino, secondo quanto riporta il sito KTLA. Secondo quanto riferito dai genitori, le bambine — piuttosto traumatizzate — avevano raccontato che alcuni tutori maschi non-binari — gente che pretendeva gli si rivolgesse la parola utilizzando i pronomi personali they-them — avevano dormito per tre notti nei capanni riservati alle alunne.  

E’ la legge

«Nessun genitore dovrebbe provare quello che sento io dopo aver saputo cosa sarebbe potuto succedere a mia figlia», ha dichiarato Suzy Johnson, madre di una delle piccole. Un’altra mamma, Rachel Sandoval, ha raccontato di aver contattato la scuola e di aver chiesto conferma della presenza di uomini nel dormitorio delle ragazzine. I funzionari della scuola «non sono stati in grado di confermarlo», ha affermato Sandoval. E’ arrivata poi la laconica risposta di Emmi Tiege, vicedirettrice di Camp Pali: «Secondo la legge della California, inseriamo il personale nei dormitori destinati al sesso in cui si identificano». Ma il distretto scolastico, fanno sapere i genitori, non li ha mai informati della politica del campo-scuola. «È terribile che delle bambine abbiano dovuto vivere questa esperienza in quinta elementare», è l’amara constatazione della Johnson. «Se ne fossi stata informata avrei tenuto i miei figli a casa».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteIl NY Times sfrutta l’odio social verso JK Rowling per vendere abbonamenti. E perde lettori
Articolo successivoLe figure della sicurezza sul lavoro: il Preposto
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

Commenta