Roma, 13 apr – Il Ministero dell’economia e finanza ha comunicato il calo del reddito medio, il quale si aggira intorno al -1,1% annuo ( per un valore medio di circa 21.570 euro ), il tutto va inserito nel reddito complessivo totale dichiarato nel 2020 che ammonta a più di 8651,1 miliardi di euro ( -19,4 miliardi rispetto all’anno precedente). La situazione che si riesce a delineare dalle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti è una generale situazione di perdità di ricchezza, nella quale gli italiani sono sempre più poveri; inoltre anche nel 2020 rimane cospicua la distanza economica tra Nord e Sud del paese, una condizione che nessun governo sembra riuscire a risanare.

I numeri delle dichiarazioni sul reddito

Analizzando i dati del Mef sui contribuenti per fasce di reddito, si nota che solo il 4% ha dichiarato più di 70mila euro, andando così ad allargare le percentuali delle altre fasce di reddito complessivo: il 27% dei contribuenti si colloca nella classe fino ai 15mila euro, il 70% circa nella fascia compresa tra i 15mila e i 70mila euro. Per quanto riguarda le partite Iva si è registrata una marcata contrazione di tutti i principali dati, in particolare per quanto riguarda il volume d’affari si è registrato intorno ai 3.195 miliardi di euro, pari ad un calo del 10,2%.

Poveri e debiti in aumento

In generale, riflettendo sui dati emersi dalle analisi del Mef, si riscontra una povertà in aumento per le famiglie italiane, causata dalle scellerate misure anti-Covid che ci hanno accompagnato negli ultimi anni e che hanno contribuito ad affossare ancora di più un’economia italiana in crisi già da tempo, con la conseguenza di nuovi indebitamenti e strozzinaggi da parte dell’Unione europea. Tutte le chiusure, le restrizioni e limitazioni, oltre che la politica debole e impaurita che ci ha caratterizzato durante la pandemia, hanno reso l’Italia una nazione non più autosufficiente e quella che una volta era una potenza un fanalino di coda di un treno diretto verso il baratro.

Andrea Grieco

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2 Commenti

  1. Quello ancora più grave è dover rilevare che ormai da decenni va avanti così, ovvero sempre peggio, cominciate a fare l’ elenco delle cose realmente positive avvenute per la comunità italiana dagli anni novanta del secolo scorso e faticherete a riempire un paio di paginette, inserendo pure quasi inezie.
    Comincio io: Sirchia Ministro della Salute, forse unico ignorante onesto, divieto del fumo nei locali pubblici.
    2° …

  2. Io l’ho sempre detto di valutare bene se qualcosa è realmente necessario
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2011/11/18/del-consumismo/

    prima di regalare soldi che sono l’unica cosa ad avere valore e di non bersi le minchiate sull’inflazione.

    E soprattutto di evitare di comperare a rate.

    L’aumento della povertà è dovuto alla riduzione della necessità di lavoratori perché non serve più produrre su scala industriale, il lavoro potete rischiare di perderlo, le rate non si dimenticano di addebitarvele.

    Se siete sfortunati e perdete il lavoro poi come le pagate?

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