Roma, 28 ago – Nonostante la tensione tra serbi e albanesi continui ad infiammare il Kosovo, importanti novità diplomatiche e amministrative giungono finalmente dai rispettivi governi. Il direttore dell’Ufficio per il Kosovo e Metohija del Governo della Repubblica di Serbia, Petar Petković, ha annunciato che i serbi hanno finalmente raggiunto l’accordo sulla libertà di circolazione e sui documenti. Il tutto è stato possibile grazie ai forti sforzi diplomatici del Presidente della Repubblica, Aleksandar Vučić, che è riuscito ad ottenere le garanzie necessarie dall’Ue che ha, a sua volta, fatto pressioni sul governo di Pristina. “Con questo accordo – dichiara Petar Petković – siamo riusciti a garantire pace e stabilità nell’area del Kosovo e Metohija e preservare le carte d’identità serbe nella provincia meridionale, sia a nord che a sud dell’Ibar”. L’accordo raggiunto è di fondamentale importanza per i serbi che vivono in Kosovo. “Nonostante tutti gli ostacoli e i ricatti – continua Petković – siamo riusciti a salvare i documenti del nostro popolo nella provincia. Così facendo abbiamo salvato così anche la presenza dello stato della Serbia in questa zona”.

Una nuova speranza per i serbi del Kosovo

Ciò significa che, d’ora in avanti, ogni cittadino serbo del Kosovo e Metohija potrà circolare liberamente con una carta d’identità serba. Ogni serbo a sud e a nord dell’Ibar, senza eccezioni, potrà vivere, lavorare, viaggiare e attraversare i valichi amministrativi normalmente e senza problemi con la propria carta d’identità serba. In realtà, in Kosovo, dal 2011 dovrebbe essere in vigore l’obbligo di rispettare l’Accordo sulla libertà di movimento. Il governo albanese di Pristina ha però cercato di utilizzarlo per abolire le carte d’identità serbe e, di conseguenza, l’abolizione dello stato della Serbia in Kosovo. “Non lo abbiamo permesso – prosegue Petković – perché siamo riusciti a preservare le carte d’identità rilasciate da Belgrado per il popolo serbo che risiede in Kosovo e Metohija”.

L’accordo tra Pristina e Belgrado

Ecco quanto recita il nuovo accordo stipulato tra Pristina e Belgrado: “L’abilitazione all’uso delle carte d’identità emesse da Pristina avviene esclusivamente per ragioni pratiche al fine di facilitare la posizione delle persone e consentire la libertà di movimento. In conformità con l’Accordo sulla libertà di movimento raggiunto nel Dialogo nel 2011, non può essere interpretato come riconoscimento dell’indipendenza dichiarata unilateralmente del Kosovo, non pregiudica la determinazione dello status definitivo del Kosovo e non può essere interpretato come il consenso di Belgrado a discostarsi dalla risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

Rimane la questione delle targhe

Il futuro riserva però alle enclavi serbe del Kosovo nuove sfide significative in relazione alle targhe serbe. Nel frattempo possiamo finalmente confermare che dal 1 settembre i serbi del Kosovo e della Metochia non avranno più problemi con i documenti serbi ai valichi amministrativi. Un importantissimo traguardo su una questione rimasta irrisolta da anni e che è stata fonte di scontri e sequestri di persona. In passato, è accaduto spesso che l’escalation della retorica incendiaria e aggressiva di Pristina sia stata seguita dalle incursioni violente di estremisti musulmani albanesi contro le enclavi serbe. Finalmente i serbi del Kosovo saranno liberi di circolare liberamente nella propria terra natia che da secoli trova sepolti i propri antenati.

Andrea Bonazza

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