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La Corte Internazionale di Giustizia rimbrotta ancora Israele: “Deve garantire gli aiuti umanitari senza restrizioni”

by La Redazione
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Corte Internazionale Giustizia e Israele

Roma, 29 mar – La Corte Internazionale di Giustizia ammonisce ancora Israele. Dopo la presa di posizione chiara sulle attività di genocidio a Gaza, ora il Tribunale dell’Aja sottolinea come le attività di guerra dell’esercito di Tel Aviv non rispettino anche banalissime norme utili alla sopravvivenza degli assediati, palestinesi o di altra provenienza. Nel frattempo, Israele stessa attacca Aleppo, in Siria: e il risultato non può che essere scontato…

Corte Internazionale di Giustizia a Israele: “Deve garantire gli aiuti umanitari”

Da quando è scoppiato il conflitto, più volte si sono verificati atti piuttosto feroci. In una guerra, si dirà, sono tragicamente normali. Un po’ diverso è il caso di un numero di vittime spropositato rispetto agli obiettivi dichiarati di “distruggere Hamas”, ovvero un’organizzazione comunque delimitata, come il governo guidato da Benjamin Netanyahu ripete continuamente, così come diverso è quello di bombardare addirittura le folle in coda per ottenere i viveri. La Corte dell’Aja è intervenuta nuovamente sulla questione, con parole piuttosto chiare, come riportato anche su Rainews. Tel Aviv deve garantire un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari e a tutti i servizi nella Striscia di Gaza. Si legge: “Lo Stato di Israele, in conformità con i propri obblighi relativi alla Convenzione per la Prevenzione del crimine di Genocidio, e in vista delle condizioni di vita sempre peggiori dei palestinesi a Gaza, dovrà adottare tutte le misure necessarie ed efficaci per assicurare, senza ulteriori ritardi e in piena cooperazione con le Nazioni Unite, l’accesso senza restrizioni […] aumentando la capacità e il numero dei valichi e mantenendoli aperti per tutto il tempo necessario”.

L’attacco in Siria genera 38 morti (per ora)

Nel frattempo Israele colpisce con dei raid mattutini la città di Aleppo, in Siria. Sulle prime, ovviamente, non si hanno avuto notizie sul numero di morti, ma le fonti della sicurezza locale riportate dall’Ansa parlano di 38 persone, di cui cinque membri del gruppo armato libanese Hezbollah. Secondo il ministro della Difesa siriano, diversi sono i civili e militari rimasti vittime. Dal canto suo, l’ Osservatorio siriano per i diritti umani è più vago e parla di circa 30 morti.

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