Roma, 18 ott – Giorgia Meloni firma l’armistizio con Silvio Berlusconi dopo l’incontro in via della Scrofa. Per meglio dire, l’armistizio lo fa firmare, il che rende il clima più simile a quello di una resa, da parte del Cavaliere, alle decise prese di posizione del leader di FdI contro l’idea di un incarico da ministro a Licia Ronzulli.

Meloni, la “pace” con Berlusconi

Ignazio La Russa e Matteo Salvini avevano espresso ottimismo. Il neo presidente del Senato si era espresso così: “Sicuramente andrà bene, me lo auguro e ne sono convinto”. Sulla stessa linea il leader del Carroccio: “Smentiti i gufi e la sinistra, il centrodestra è determinato a partecipare alle consultazioni con una delegazione unitaria per poi offrire al più presto un governo all’altezza delle aspettative degli italiani”. La nota congiunta FdI – Fi al termine del vertice è piuttosto chiara, come riportato dall’Ansa: “L’incontro si è svolto in un clima di unità di intenti e di massima cordialità e collaborazione”. Pace fatta, quindi, tra Meloni e Berlusconi? Così è, se vi pare. Chiaro è che il Cavaliere abbia subito l’iniziativa e in generale tutta la situazione. Il presidente di Fratelli d’Italia tende a minimizzare, almeno esteriormente, la questione: “Ora guardiamo avanti e pensiamo a dare un governo al Paese”. Chi era in loco descrive un Berlusconi uscito dal confronto non soddisfatto, nonostante l’accettazione delle condizioni della probabile premier. Il Cavaliere passa dal cortile all’uscita, la faccia ritratta dai fotografi è stanca, perplessa. All’inizio dell’incontro, la Meloni lo aveva accolto con un sorriso “diplomatico”, non troppo pronunciato. Lui si era scusato del ritardo. Ma queste sono chiacchiere e suggestioni.

Centrodestra unito alle consultazioni al Quirinale, si tratta sui ministri

Il centrodestra andrà dunque unito alle consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Ma sui ministri si tratta incessantemente. Lo stesso Berlusconi ha insistito a lungo, durante l’incontro con la Meloni, per avere Elisabetta Casellati in un dicastero. E dovrebbe anche essere riuscito a convincere la Meloni, che le potrebbe dare il ministero delle Riforme. Per il ministero della Salute si parla del presidente della Croce rossa Francesco Rocca. Forza Italia, nel complesso, avrebbe cinque ministeri, esattamente come la Lega, per un esecutivo che a questo punto potrebbe essere composto ancora una volta da una ventina di membri. Il Carroccio però potrebbe godere di un piccolo “bonus”, ovvero Giancarlo Giorgetti all’Economia. Sulla Giustizia, ambitissima da Berlusconi, per ora c’è stato poco da fare: Carlo Nordio, ex-magistrato eletto tra le fila della Meloni, pare ormai certo nel ruolo.

Alberto Celletti

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